
«”Mai nella storia dell’uomo uno sterminio era stato così lungamente progettato e così accuratamente programmato, nei minimi dettagli e con sconvolgente efficienza. In tutti i rami e le categorie dello stato nazista – giuristi, medici, economisti, scienziati, giornalisti, ingegneri, burocrati, militari, semplici cittadini trasformati in delatori – vi furono chiamati a dare e fornirono il loro attivo contributo per realizzare i deliri omicidi di un dittatore e dei suoi perfidi complici. I volenterosi carnefici di Hitler, secondo la efficace definizione di Daniel Goldhagen», Lo ha detto il capo dello Stato Sergio Mattarella nel suo discorso al Quirinale per la cerimonia del Giorno della Memoria, che si celebra oggi, 27 gennaio.
Presenti al Colle i presidenti di Camera e Senato, altre le alte cariche dello Stato, la premier Giorgia Meloni. Con loro la senatrice Liliana Segre e i sopravvissuti ai campi di sterminio Edith Bruck e Sami Modiano.
«La Repubblica Italiana e la sua Costituzione – ha ricordato il presidente Mattarella – sono nate contro le ideologie disumane e sanguinarie che avevano avvelenato la prima metà del Novecento, lasciando dietro di sé lutti, devastazioni, memorie incancellabili di orrore. Sono sorte dal sangue innocente dei deportati nei campi di sterminio, dei combattenti per la libertà, delle donne e degli uomini annientati solo per ciò che erano, per quel che pensavano, per quello in cui credevano». Ecco perché «nella Repubblica non c’è posto per il veleno dell’odio razziale, per i germi della discriminazione, per l’antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva ideologie di oppressione, di sopraffazione per chi coltiva odio». Eppure, assistiamo al «riproporsi e diffondersi di manifestazioni di razzismo e antisemitismo», che è «indice di alta pericolosità e interpella una azione rigorosa da parte delle autorità di tutta l’Unione Europea».
Non meno altisonante il messaggio della premier Meloni. «Nel Giorno della Memoria ricordiamo i nomi e i cognomi delle vittime e rinnoviamo la memoria di ciò che è successo, anche attraverso la preziosa testimonianza dei sopravvissuti e dei loro discendenti. Oggi celebriamo i Giusti di ogni Nazione, che non esitarono a mettere a rischio la loro vita per opporsi al disegno nazista e salvare vite innocenti. In questa giornata torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall’ignominia delle leggi razziali del 1938».





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