L’indignazione espressa dalle più alte cariche del governo italiano (oltre che dai familiari delle vittime e dai cittadini), per la scarcerazione di Jacques Moretti, il titolare del bar La Constellation di Crans Montana nel cui rogo a Capodanno sono morti 40 ragazzi, non trova analogo riscontro sulle pagine ufficiali delle autorità giudiziarie elvetiche.

Sul sito dell’Ufficio Federale della Giustizia compare solo un box in giallo, nel quale si legge:

Grande incendio a Crans-Montana (VS) – Aiuto alle vittime – L’incidente di Crans-Montana ci ha profondamente colpiti. Nell’ambito dell’aiuto cantonale alle vittime, queste ultime e i loro familiari ricevono rapidamente sostegno. Ulteriori informazioni:

Ma aprendo la pagina degli aiuti, in merito alle responsabilità penali connesse a quella strage, le autorità svizzere restano sul vago. Leggiamo.  

«La causa dell’incendio nel bar “Le Constellation” a Crans-Montana non è ancora stata chiarita completamente. Il ministero pubblico del Cantone Vallese ha avviato un’indagine penale. Secondo i risultati delle indagini attuali, si può escludere che si sia trattato di un attentato. Nel tragico incidente hanno perso la vita almeno 40 persone, mentre 116 sono rimaste ferite, alcune in modo grave. I feriti sono stati trasportati in diversi ospedali, tra cui quelli di Sion, Visp, Losanna (CHUV), Ginevra (HUG), Friburgo, Berna e Zurigo. I familiari e le persone vicine alle vittime, così come i feriti e i testimoni, possono ricevere aiuto o prime informazioni all’indirizzo e-mail, line.help@police.vs.ch. Le vittime e i loro familiari possono inoltre rivolgersi all’aiuto alle vittime, che fornisce anche assistenza immediata».

Lo stesso Moretti, prima di essere scarcerato dietro il versamento di una “anonima” cauzione da centinaia di migliaia di euro, era stato lasciato il libertà per 7 giorni all’indomani dell’incendio. In Italia generalmente questo viene evitato, per il timore di inquinamento delle prove o sottrazione di capitali.

Di fronte a tutto ciò e al cospetto dell’atroce dolore di tante famiglie italiane, in tanti si sono chiesti in che modo funzioni la magistratura in Svizzera e se esistano poteri di controllo sull’operato della stessa.

E allora diamo qualche chiarimento. Tanto per cominciare, a differenza dell’Italia in Svizzera non esiste un unico “CSM” nazionale perché la gestione disciplinare e amministrativa è decentrata a livello cantonale. 

In ogni cantone esiste un “Consiglio della magistratura” i cui giudici vengono nominati dal Gran Consiglio, che è il Parlamento cantonale. Anche il potere giudiziario è strutturato a livello cantonale e culmina infatti nel Tribunale cantonale.

Il Canton Vallese, nel cui territorio ricade Crans Montana, ha dunque un suo Palamento (Gran Consiglio Federale) che nomina i giudici del Consiglio della magistratura, altro organo con poteri riferiti al Canton Vallese. Spetta solo al Parlamento cantonale (il Gran Consiglio del Vallese) la vigilanza sugli organi giudiziari locali.

Va considerato infine che il Canton Vallese è tra i meno popolati della Svizzera: conta poco più di 340.000 abitanti, più o meno quanto una città media italiana, ad esempio Firenze.

A Crans Montana gli abitanti sono circa 10.000: la metà di un piccolo comune campano come Casavatore, meno di un terzo degli abitanti di Caivano.  

nella foto il Tribunale del Canton Vallese

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