Mentre scriviamo è appena iniziato in un hotel poco distante dal Castello di Alden Biesen, in Belgio, il pre-summit Ue sulla competitività convocato da Giorgia Meloni e Friedrich Merz, insieme al premier belga Bart De Wever. L’incontro precede il vertice di questa mattina nel castello, cui prenderanno parte circa venti Paesi e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. E’ già arrivato anche il presidente francese Emmanuel Macron.

Il summit nel castello di Alden-Biesen rappresenta un “ritiro” dei capi di Stato e di governo che sarà dedicato prevalentemente al tema strategico della competitività, a sua volta collegata ad un altro fattore chiave: la semplificazione, richiamato dalla presidente Ursula von der Leyen con l’annuncio di un summit a marzo per definire la read map verso il mercato unico.

Al centro dei colloqui di oggi si staglia la figura autorevole di Mario Draghi e la sua proposta di un federalismo pragmatico. Draghi, insieme ad Enrico Letta, sarà la guest star ai lavori di oggi. Altro argomento sul campo sarà la “cooperazione rafforzata”, vale a dire il superamento dell’unanimità, tema spinoso ma essenziale nell’attuale contingenza, previsto dai trattati.

Tutt’altro che estranee agli incontri di oggi sono le intese di gennaio scorso fra il cancelliere tedesco Frederich Merz e la premier Giorgia Meloni (nella foto), destinate a suggellare un’alleanza sempre più naturale fra i due Paesi, nonostante per tradizione l’asse europeo sia stato quello tra Berlino e Parigi. 

Una linea comune che, dalla strategia di dialogo con il presidente americano Donald Trump fino al via libera all’accordo commerciale Ue-Mercosur, segna sempre più la distanza tra Francia e Germania. Un solco che si va divaricando, specie su temi come debito comune, commercio e deregulation. In un testo firmato da Merz e dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Berlino e Roma propongono addirittura un “freno di emergenza” sulla nuova legislazione europea: un meccanismo che darebbe agli Stati membri il diritto di fermare norme di Bruxelles considerate sgradite. 

Il pre-vertice di oggi sarà dunque ‘occasione per ribadire le posizioni di Germania e Italia sulla necessità di una semplificazione delle procedure, capace di superare l’impasse delle istituzioni e delle decisioni a 27, non sempre possibili, restituendo così più poteri agli Stati membri.

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