Sarà la premier italiana Giorgia Meloni a presiedere il secondo vertice Italia-Africa che si apre domani ad Addis Abeba. “A bridge for a common growth”, un ponte per una crescita comune: questo il titolo prescelto per il summit, che si terrà al Convention Center di Addis Abeba. Ci saranno il presidente della commissione dell’Unione africana Mohammed Ali Youssouf, il presidente dell’Ua e dell’Angola Joao Lourenço, il primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali, ma sono previsti, fra gli altri, interventi del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, del presidente della Banca africana di sviluppo Sidi Ould Tah, e della direttrice esecutiva della Banca mondiale Anna Bjerde.

Il vertice 2026 arriva dopo il successo della prima edizione, quella del 2024, e servirà anche – spiegano fonti di Palazzo Chigi – a fare un bilancio dei risultati, raccogliere il riscontro dei partner africani e individuare insieme le priorità operative e le modalità di lavoro per le fasi successive.

Al centro dei lavori ci sarà naturalmente il Piano Mattei per l’Africa. Roma – questo il messaggio che porta con sé la premier italiana – vuole essere il ponte privilegiato tra Europa e continente africano, che l’Italia considera centrale nei nuovi equilibri geopolitici. Sarà assicurato quindi il sostegno italiano all’Agenda 2063 dell’Unione africana, nonché l’impegno a rafforzare un partenariato fondato su corresponsabilità, crescita condivisa e strumenti finanziari innovativi. Un “modello di sviluppo condiviso, da pari a pari, scevro da approcci paternalistici o caritatevoli”.

Crescono intanto le richieste di collaborazione all’Italia, anche da Paesi storicamente legati ad altri attori internazionali. Per ora sono 14 quelli che hanno aderito al Piano Mattei, ma fonti del governo italiano fanno sapere che i numeri cresceranno nel prossimi mesi. Nel 2025 il Piano Mattei ha avviato progetti per circa 1,4 miliardi di euro, dall’energia all’agricoltura, dalla sicurezza alimentare alle risorse idriche, dalla cultura allo spazio. Quelli in Etiopia riguardano la bonifica del lago Boye, il rafforzamento del sistema idrico e di quello sanitario. Una strategia di ampio respiro che, partita dall’Italia, si avvia ora ad essere anche di livello europeo. In un progetto per la gestione delle acque in Marocco sono coinvolti anche Bruxelles, Berlino e Parigi. La Francia, ad esempio, ha appena ristrutturato il debito con l’Etiopia. E a maggio per la prima volta il vertice Francia-Africa si terrà in un Paese non francofono, il Kenya.

Renato d’Andria

«Il Piano Mattei – osserva Renato d’Andria – è la traduzione in fatti concreti del progetto che fin da inizio anni Duemila avevamo lanciato con la Fondazione Gaetano Salvemini. L’Idea era quella di unire le due sponde del Mediterraneo, esportando nei Paesi africani più prossimi non solo capitali finanziari ma soprattutto capitali umani, competenze delle nostre maestranze più qualificate che, anche dopo il pensionamento, potessero mettere a disposizione il loro eccellente know how per sostenere i progetti di cooperazione e rilancio». Per lanciare questa iniziativa era la Fondazione aveva editato una pubblicazione in quattro lingue: Genesi Journal, diffuso anche in diversi paesi africani.

Nella foto di apertura il Vertice Italia Africa 2024

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