«Il declino è una scelta. E gli Stati Uniti non vogliono essere amministratori di un declino gestito». Standing ovation per l’intervento di Marco Rubio alla 62esima conferenza internazionale sulla sicurezza che si è tenuta oggi a Monaco.  Il suo discorso ha spiazzato quanti, alla vigilia del vertice, temevano il ripetersi dell’effetto Vance, che lo scorso anno fu bersaglio di duri attacchi mentre si faceva più profonda la frattura tra l’America di Trump e il Vecchio Continente.

Di segno totalmente diverso e pacificatore l’intervento di Rubio, secondo il quale servono alleati forti, capaci di difendersi da soli, orgogliosi della propria cultura e del proprio retaggio e pronti a difendere la civiltà comune. Per questo Rubio chiede una riforma della cooperazione internazionale. E non manca di ricordare che per il cessate il fuoco a Gaza e per i negoziati sull’Ucraina è stata necessaria la leadership americana. «Non bisogna abolire le istituzioni – ha detto – ma riformarle e ricostruirle».

Non rinuncia ad uno sguardo critico sul recente passato. Per Rubio, l’Occidente si è nutrito di un’illusione, dopo la caduta del Muro di Berlino: quella della «fine della storia». Questo ha portato, secondo lui, a scelte sbagliate negli ultimi trent’anni: «Abbiamo aperto i nostri confini a un’ondata incontrollata di migrazione di massa che ha minacciato la nostra società e la nostra cultura». L’Occidente ha scelto di delocalizzare, di deindustrializzare. Rubio regola i conti con il libero scambio, la politica climatica, la migrazione. L’Occidente avrebbe esternalizzato la sovranità, ascoltato una «setta climatica» e aperto le porte a una migrazione di massa senza precedenti. 

Poi la mano tesa. Gli Stati Uniti, con Runio,  sono venuti a dire a Monaco che dell’alleanza c’è ancora bisogno. Molto meglio di quanto gli europei potessero aspettarsi.

Ben lungi dal rispondere in modo piccato alle parole di Friedrich Merz e Emmanuel Macron, che avevano parlato di «frattura» e di un’Europa più sovrana mostrando orgoglio, Rubio arriva in veste di gran ricucitore. Il mondo di ieri non c’è più. Ma lo sguardo va agli «amici europei», perché l’America sarà sempre, storicamente, «figlia dell’Europa». Nulla ha rinnegato, Rubio, delle politiche trumpiane, allo scontro ha preferito la proposta: una strada  comune per andare avanti.

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