
Nel decreto energia cui sta lavorando il governo uno dei punti centrali riguarda il “Sistema di scambio di quote di emissione di Co2” dell’Unione Europea (Ets) , che finora ha penalizzato le imprese italiane. È infatti un costo per le aziende che emettono anidride carbonica e che dovrebbero pagare anche le centrali termoelettriche
«Se l’Europa vuole contare in un contesto globale che cambia rapidamente – ha dichiarato la premier Giorgia Meloni – deve rafforzare il proprio mercato interno, ridurre gli oneri amministrativi, accelerare la semplificazione normativa. Non c’è da questo punto di vista più tempo da perdere, a partire da una priorità che consideriamo assoluta, che sono i costi dell’energia». «L’impegno che abbiamo assunto – aggiunge – è quello di costruire risposte concrete, già al Consiglio europeo di marzo, perché non possiamo chiedere alla nostra impresa di competere sui mercati globali se strutturalmente pagano l’energia più dei loro competitor”. “Il governo italiano da questo punto di vista ha recentemente approvato un decreto che io considero ambizioso e coraggioso, nel quale sono contenute anche alcune norme che necessitano ovviamente di portare il dibattito alla dimensione europea, la questione degli Ets prima di tutte. Quindi stiamo portando avanti un lavoro che ha una strategia che coinvolge tanto il livello nazionale quanto il livello europeo».
Il Sistema Ets rappresenta di fatto una ulteriore tassa a carico delle imprese europee, che incide sui costi e ne limita la competitività. «Chiederemo alla Commissione europea – ha annunciato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso – la sospensione dell’Ets fino a una sua profonda revisione che intervenga sui parametri di riferimento delle emissioni e sui meccanismi di assegnazione delle quote, incluso il rinvio della graduale eliminazione delle quote gratuite».
La prossima revisione dell’Ets è attesa per luglio e dovrebbe mirare a sostenere la competitività dell’industria europea e a rafforzare gli investimenti in tecnologie innovative.





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