Ci tocca anche questa settimana parlare di guerra. Era nell’aria da giorni, ma l’attacco di ieri mattina sferrato da Israele e Stati Uniti all’Iran ha colto l’Italia di sorpresa. Tanto che le nostre autorità hanno dichiarato di non essere state avvertite preventivamente di ciò che stava per accadere.

E ora? Dobbiamo prendere atto del fatto che un nuovo ordine mondiale, imposto con la forza militare, dovrà decidere i destini del mondo intero?

Abbattere dittature sanguinarie, terroristi al potere che, in Iran con i pasdaran come in Palestina Hamas, per decenni hanno macellato la popolazione inerme utilizzandola come scudi umani, dovrebbe sembrare – e molto probabilmente lo è – un’operazione militare di tipo quasi “umanitario”, condotta per restituire democrazia e libertà nella bollente area mediorientale. Del resto, molte situazioni accomunano il terrorismo di Hamas e quello, non meno feroce, delle Guardie della rivoluzione in Iran.

Dalla Striscia di Gaza solo ora cominciano a filtrare voci e immagini di un popolo decimato dagli stessi che avrebbero dovuto difenderli e proteggerlo. Uomini e soprattutto donne raccontano delle centinaia e centinaia di chilometri di tunnel sotterranei che avrebbero potuto ospitare i civili salvando la vita a migliaia di bambini donne, uomini, che sono stati invece utilizzati come scudi umani, massacrati per una guerra che non era nemmeno la loro. Quanto a Teheran, va ricordato che a fine gennaio i ministri degli Esteri dell’Unione europea avevano inserito i Guardiani della Rivoluzione nella lista delle organizzazioni terroristiche, mentre gli USA lo avevano fatto dal 2019. Ed anche le manifestazioni spontanee di esultanza per l’uccisione della Guida Suprema in occidente, Roma, Milano ed altre capitali europee, la dicono lunga sul senso di una avvenuta liberazione tra la gente.

Resta l’angoscia per l’escalation che questa mossa provocherà sullo scacchiere internazionale, se passa il principio di “esportare la democrazia” a suon di bombardamenti. Questo è un conto. Altro è lo scatenarsi in Italia dell’ennesimo, sterile scontro contro coloro che, al governo, guardano con attenzione a ciò che sta avvenendo per tutelare i nostri connazionali, da parte di quelli che stamattina su Libero Mario Sechi definisce “gli utili idioti del regime iraniano”. «E’ la sinistra Pro Pal, che non vede il progetto di sterminio e disprezza la democrazia, sono – scrive Sechi – le cancellerie europee di Londra, Parigi e Berlino, tanto deboli da sprofondare nell’ignavia». Non così il nostro Paese, che ha mantenuto finora una posizione prudente ed equilibrata. Siamo fiduciosi nel fatto che continuerà a farlo.

RENATO D’ANDRIA

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