Rassicurano almeno in parte – ma non era possibile fare diversamente –  le parole pronunciate questa mattina dalla premier Giorgia Meloni in diretta su Rtl 105: «voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra». La situazione attuale in Medio Oriente «preoccupa e direi su diversi fronti, sono preoccupata da una crisi sempre più evidente del diritto internazionale. Il mondo è sempre più governato dal caos», ha aggiunto.

A suscitare le maggiori preoccupazioni è in particolare «la reazione scomposta dell’Iran, che sta sostanzialmente bombardando tutti i paesi vicini compresi quelli che si erano spesi per un accordo sul nucleare iraniano», perché «ciò comporta un rischio di escalation che può avere conseguenze imprevedibili. E sono ovviamente preoccupata per le ripercussioni sull’Italia».

Altro tema caldo l’eventuale richiesta di basi statunitensi sul suolo italiano, dopo il secco no della Spagna di Pedro Sanchez. «Oggi – ha detto Meloni – non abbiamo nessuna richiesta in questo senso», confermando però come «tutti si stiano attenendo agli accordi bilaterali. La stessa portavoce spagnola ha dichiarato ieri che esiste un accordo bilaterale e che al di fuori di quell’accordo non ci sarà alcun utilizzo delle basi. Vale anche per noi: in Italia abbiamo tre basi militari concesse agli americani in virtù di accordi del 1954 che sono sempre stati aggiornati». Più in particolare, «ci sono delle autorizzazioni tecniche quando si parla chiaramente di logistica e di cosiddette operazioni non cinetiche, semplificando, operazioni di non bombardamento. Se poi arrivassero richieste uso basi italiane per fare altro, la competenza sarebbe del governo decidere se concedere un nuovo utilizzo più esteso, ma io penso che in quel caso dovremmo decidere noi insieme al Parlamento».

E mentre «resta altissima» la guardia sui possibili obiettivi sensibili nel nostro Paese, il governo guarda anche alle conseguenze economiche per l’Italia. «Dobbiamo impedire che la speculazione faccia esplodere i prezzi dell’energia e generi alimentari, in tal senso abbiamo già sentito in queste ore il presidente di Arera che ha già attivato i meccanismi che servono a evitare fenomeni speculativi, ha una apposita task force soprattutto per monitorare i prezzi del gas». Per essere ancora più chiari: «Sono pronta ad aumentare le tasse ad aziende che dovessero speculare sulle bollette», ha concluso la premier Meloni. 

Published by

Rispondi

Scopri di più da L'UMANITA' - Organo del Partito Socialdemocratico Italiano

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere