
Il conflitto con l’Iran non ha fermato la guerra d’invasione dei russi, che semina ogni giorno nuovi morti, macerie e distruzione in Ucraina. Di sicuro però sta mettendo a dura prova l’economia dell’ex Unione Sovietica. Secondo notizie diffuse recentemente dai servizi segreti ucraini, da qualche mese diverse repubbliche della Federazione Russa stanno ritardando i pagamenti dei bonus, delle spese mediche e per i funerali dei militari arruolati, oltre a quelli dovuti alle aziende appaltatrici del Ministero della Difesa di Mosca.
Qualche esempio. A novembre dello scorso anno le autorità della Jakuzia avrebbero annunciato di sospendere i pagamenti per un “deficit di bilancio” ma, secondo alcuni media locali, dall’inizio del 2025 la riduzione più significativa dei trasferimenti per il personale militare assunto a contratto è stata registrata a Samare, una regione a sud di Kazan. E da ottobre 2025 coloro che hanno firmato un contratto sono stati pagati circa dieci volte in meno del dovuto.
Situazione analoga nella Repubblica dei Mari (Mari El), uno stato della Federazione russa poco più a nord. Un’altra repubblica adiacente, il Tatarstan, al pari di una decina in tutta la Federazione, ha denunciato difficoltà nei pagamenti, mentre – sempre secondo i servizi segreti ucraini – oltre la metà dei territori russi sta affrontando problemi generali di bilancio. Sarebbero coinvolte nella crisi, oltre alle repubbliche citate, anche quelle di Bashkortostan, Khakassia, Chuvashia e le regioni di Leningrado, Nizhny Novgorod, Ulyanovsk e Orenburg oltre al distretto autonomo di Yamalo-Nenets.
Ancor peggio sta andando per i funerali dei militari morti al fronte. Gli stessi media russi riportano che anche le famiglie dei soldati a contratto morti sul fronte ucraino accusano forti ritardi nel ricevere il previsto sostegno economico per i funerali dei ragazzi caduti.
I segni di esaurimento della risorse finanziarie per la mobilitazione in Russia stanno diventando sempre più visibili, ha dichiarato il Servizio di intelligence estera dell’Ucraina. Per molte regioni, infatti, gli incentivi finanziari sono stati un meccanismo chiave per attrarre nuove reclute, ma i tagli ai bonus complicano i piani di arruolamento, visto che negli ultimi due anni solo l’incremento degli emolumenti ha consentito di compensare l’aumento delle perdite e dunque dei rischi al fronte.





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