
Oltre la metà degli europei considera l’antisemitismo un problema nel proprio Paese. I cittadini francesi, italiani e svedesi sono i più propensi a considerarlo un problema significativo, mentre quelli di Estonia, Finlandia e Lettonia sono i meno propensi. Sono i risultati dell’istituto europeo di rilevazione, Eurobarometro, resi noti a febbraio. Né aiuta, da questo punto di vista, il conflitto tra Israele e l’Iran divampato poco dopo il sondaggio. Già prima dell’attacco a Teheran, quasi sette europei su dieci affermavano che i conflitti in Medio Oriente influenzano la percezione degli ebrei nel loro Paese.
Nasce su queste basi il disegno di legge contro l’antisemitismo, fortemente voluto dal governo italiano: un provvedimento che punta a rafforzare gli strumenti per contrastare l’odio antiebraico e a introdurre una definizione condivisa del fenomeno. ll testo, approvato mercoledì con il voto compatto della maggioranza (105 voti favorevoli, 24 contrarie 21 astensioni), passa ora all’esame della Camera. I 24 voti contrari sono arrivati in particolare da Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, mentre 21 senatori, in gran parte del Partito democratico, hanno scelto di astenersi, facendo emergere divisioni anche all’interno dello stesso schieramento.
Primo firmatario della proposta di legge era stato, fin da gennaio 2024, il senatore della Lega Massimiliano Romeo, poi lo scorso 27 gennaio, Giorno della Memoria, il testo era stato adottato dalla Commissione Affari costituzionali del Senato.
Fra i punti centrali del provvedimento c’è l’introduzione nel quadro normativo italiano di una definizione di antisemitismo basata su quella adottata dall’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra), un organismo internazionale che riunisce numerosi Paesi impegnati nella promozione della memoria dell’Olocausto e nella lotta all’antisemitismo.
Tale definizione descrive l’antisemitismo come una percezione degli ebrei che può manifestarsi come odio nei loro confronti, attraverso atti verbali o fisici diretti contro persone, beni, istituzioni o luoghi di culto ebraici. Pertanto, il disegno di legge prevede inoltre che il governo adotti una strategia nazionale di prevenzione e di contrasto del fenomeno con diverse linee di intervento, e che la stessa venga aggiornata ogni tre anni dal Consiglio dei ministri.
Il quarto dei 5 articoli di cui si compone il DDL istituisce la figura del Coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo presso la Presidenza del Consiglio. Il suo compito sarà quello di aggiornare la strategia nazionale.





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