Riflettori puntati, in Francia, sulla tornata elettorale per il rinnovo dei sindaci nelle grandi città. Si voterà il 15 marzo, ballottaggio il 22. Sono 34.875 i comuni chiamati alle urne, ma la partita principale si gioca, ovviamente, a Parigi.

Nella capitale si chiude l’era della socialista Anne Hidalgo, passata alle cronache fra l’altro per la rivoluzione delle biciclette da lei fortemente voluta. I suoi fedelissimi annunciano che convergeranno su Emmanuel Grégoire,  intenzionato a portare avanti la stessa “gauche unita” che dura da 25 anni. Ma ha di fronte un forte antagonista. L’avversaria di centrodestra è infatti l’ex ministra della Cultura Rachida Dati. Una grande personalità politica. Resta memorabile la sua battaglia dinanzi all’Assemblea Nazionale nel 2008 quando, da ministra della Giustizia, ribadì l’importanza di un controllo incrociato fra potere giudiziario e legislativo. Resta impressa la sua frase secondo cui «Non è sano che i magistrati diano l’impressione di autogestirsi. L’indipendenza della giustizia deve andare di pari passo con l’apertura e con la necessità di rendere conto del proprio operato». Fatto sta che in Francia, a differenza del nostro Paese, gli errori giudiziari si contano sulle dita di una mano.

A Parigi sarà dunque una grossa sfida. Con Grégoire che esclude alleanze con La France Insoumise (LFI) di Jean-Luc Mélenchon, mentre i Républicains guardano all’estrema destra dove si presenta Sarah Knafo, compagna di Eric Zemmour, leader di Reconquete.

Di sicuro questa tornata elettorale rappresenta solo un primo, significativo test per la battaglia politica che culminerà l’anno prossimo con le presidenziali. Per le quali, al momento, è ampiamente favorito il candidato del Rassemblement National, sia che lo guidi Marine Le Pen, sia che venga sostituita, in caso di impedimento per motivi giudiziari, da Jordan Bardella. Si guarda intanto a Marsiglia, dove sarebbe promettente il successo del partito di Le Pen se strappasse la città al sindaco socialista Benoit Payan.

E poi c’è Lione, dove punta ad essere riconfermato sindaco l’ex presidente della squadra di calcio locale, Jean-Michel Aulas, sostenuto da centro e destra Républicains, ma dovrà vedersela con l’ecologista Grégory Doucet. A Le Havre il sindaco uscente, ed ex primo ministro Edouard Philippe, capo del partito della destra moderata Horizons, vede queste elezioni come un trampolino di lancio per l’Eliseo.

Non se la passa bene, ovunque, la sinistra radicale di Mélenchon, in rotta con i socialisti e vista con perplessità perfino da comunisti ed ecologisti dopo il tragico caso del militante dell’estrema destra, Quentin Deranque, violentemente pestato da membri di un gruppo di ultrasinistra, nel quale erano presenti collaboratori di un deputato del partito di Mélenchon.

Published by

Rispondi

Scopri di più da L'UMANITA' - Organo del Partito Socialdemocratico Italiano

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere