Fra i temi incandescenti affrontati nel Consiglio Europeo di ieri c’è anche la possibilità che il conflitto nei Paesi mediorientali possa generare una nuova crisi migratoria. I capi di Stato e di governo dell’Ue temono infatti che la guerra in Iran scateni una crisi migratoria come quella che l’Unione affrontò nel 2015, conseguenza diretta della guerra civile scoppiata in Siria. Sebbene il conflitto in Iran. E’ quanto si legge nelle conclusioni del Consiglio Europeo, che sottolinea l’importanza di «mantenere un elevato livello di vigilanza e di garantire il necessario livello di preparazione, sulla base degli strumenti e delle politiche che l’Ue ha sviluppato negli ultimi anni».

«Sulla base degli insegnamenti tratti dalla crisi migratoria del 2015 e al fine di evitare una situazione simile – continuano i leader – l’Ue è pronta a mobilitare pienamente i propri strumenti diplomatici, giuridici, operativi e finanziari per prevenire movimenti migratori incontrollati verso l’Ue e preservare la sicurezza in Europa. La sicurezza e il controllo delle frontiere esterne dell’Unione Europea continueranno a essere rafforzati. Il Consiglio Europeo sottolinea l’importanza di collaborare con i partner della regione per garantire loro l’assistenza e il sostegno necessari».

E’ in questo quadro che si inserisce la buona notizia diffusa dai media vaticani. Infatti La collaborazione tra Svizzera e Italia in ambito di migrazione, per potenziare gli sforzi compiuti finora dall’Italia nella gestione di complessi flussi migratori, si arricchisce di un nuovo capitolo. L’Ambasciatore svizzero in Italia, Roberto Balzaretti, si è recato in visita presso il centro di accoglienza per minori di Sicignano degli Aburni (Salerno), accompagnato da Marco Notarbartolo, Senior Community-Based Protection Associate di Unhcr e da un rappresentante della prefettura.

Il centro di Sicignano degli Alburni accoglie attualmente 25 minori stranieri non accompagnati, prevalentemente di età compresa tra 16 e 17 anni, che risiedono nella struttura da un minimo di 8 ad un massimo di 18 mesi. Le nazionalità principali sono Egitto e Bangladesh, mentre altri ragazzi provengono da Tunisia e Guinea. È una delle 34 strutture di accoglienza finora coinvolte nel progetto Rafforzare i Servizi di Accoglienza e Protezione per Minori Non Accompagnati in Italia (Enhancing Reception and Protection Services for Unaccompanied Children in Italy), promosso dal Ministero dell’Interno italiano, dalla Segreteria di Stato della migrazione della Svizzera (Sem) e dall’Unhcr, l’Agenzia Onu per i Rifugiati.

Nel corso della visita, l’Ambasciatore Balzaretti ha incontrato i minori presenti e gli operatori del centro, per parlare dei bisogni e delle istanze dei ragazzi accolti. Un momento di dialogo, che rientra nell’iniziativa ‘In Cammino con la Svizzera’ che porterà l’Ambasciatore, entro il 2027, nelle venti regioni italiane, per rafforzare il dialogo e il rapporto di vicinanza tra la Svizzera e l’Italia. In ricordo di ogni viaggio, l’Ambasciatore donerà ad un’istituzione locale una panchina, prodotta in Svizzera con materiali riciclati, che rimarrà alla comunità come luogo di scambio, di dialogo e d’informazione.

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