Ad aggravare la crisi energetica internazionale arriva oggi la notizia, diramata da Reuters e Al Jazeera, secondo cui QatarEnergy ha dichiarato lo stato di “forza maggiore” per alcuni contratti di fornitura di gas naturale liquefatto siglati con Italia, Belgio, Corea del Sud e Cina. La decisione della compagnia statale qatariota è conseguenza dei gravi attacchi missilistici iraniani subiti il 18 e 19 marzo dal polo produttivo di Ras Laffan.

Secondo la società di consulenza Kpler va stimata una riduzione di circa 5 milioni di tonnellate di export di Gnl solo nel mese di marzo da Qatar ed Emirati Arabi, tanto che entro la fine di maggio potrebbero mancare all’appello circa 19 milioni di tonnellate di gas dall’area del Golfo. Uno scenario drammatico, che obbliga l’Europa a una competizione spietata con Cina, Giappone e Corea del Sud per accaparrarsi i carichi rimasti. Intanto continuano a destare preoccupazioni le scorte rimaste in Europa.

Gilberto Pichetto Fratin

In Italia il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ieri ha offerto rassicurazioni, dichiarando che il Paese non è direttamente “minacciato” ed evidenziando l’affidabilità delle infrastrutture di Eni. Tuttavia, ha ammesso che la distruzione delle strutture di liquefazione del gas naturale in Qatar sta spingendo i buyer asiatici a competere sui fornitori abituali dell’Italia, alimentando la volatilità dei prezzi.  Ci sarebbero allo studio altre soluzioni possibili. «L’Italia  – stando alle analisi di Ecco, think thank per il clima – potrebbe sostituire l’equivalente dei volumi di gas del Qatar attraverso risparmi, rinnovabili, efficienza ed elettrificazione, facendo pieno utilizzo delle infrastrutture di importazione esistenti e della cattura delle emissioni di metano lungo la filiera di gas algerina».

Il documento di Ecco è stato pubblicato ieri, a poche ore dal viaggio in Algeria della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Ricorrere a investimenti in nuove infrastrutture e nuovi giacimenti gas – viene spiegato – non è necessario, perché l’Italia potrebbe sostituire in modo strutturale l’equivalente di oltre l’85% delle importazioni di gas dal Qatar in dodici mesi su tre fronti: rinnovabili, efficienza energetica ed elettrificazione dei consumi».

Occorre inoltre «preservare le attuali riserve di stoccaggio di gas, che in Italia sono al 44% rispetto al 29% della media europea». Ma per farlo ci vuole «un piano di risparmio sistematico, supportato da una campagna di sensibilizzazione, per non dover sostenere costi di riempimento proibitivi per riportare i volumi alla soglia di sicurezza dell’80-90% necessaria per il prossimo inverno».

Published by

Rispondi

Scopri di più da L'UMANITA' - Organo del Partito Socialdemocratico Italiano

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere