
Sta arrivando a un un punto di svolta la richiesta, avanzata nelle migliaia di procedimenti ancora in corso, di indennizzi e risarcimenti per coloro che hanno avviato ricorsi per i danni subiti a seguito delle vaccinazioni durante la pandemia. Nei giorni scorsi, infatti, due donne della provincia di Latina hanno ottenuto il riconoscimento del nesso causale tra la somministrazione dei vaccini e l’insorgenza di gravi patologie. Secondo i pareri medico-legali notificati negli ultimi giorni, le pazienti avrebbero sviluppato disturbi cardiaci e neurologici dopo aver ricevuto rispettivamente i vaccini AstraZeneca e Pfizer. Entrambe sono assistite dall’avvocato Renato Mattarelli, in prima fila nei ricorsi legati a problematiche post-vaccinali, tra cui alterazioni ematiche, cardiache e neurologiche.
Per una delle due donne, vaccinata con AstraZeneca, è stato già disposto un indennizzo vitalizio di circa 850 euro mensili, oltre al riconoscimento degli arretrati. Per la seconda paziente, che aveva ricevuto il vaccino Pfizer, sarà invece necessario un ulteriore accertamento tecnico per determinare l’entità del danno subito, già richiesto attraverso un nuovo ricorso. Secondo l’avvocato Mattarelli, questi primi casi aprono la possibilità di richiedere risarcimenti per danni alla salute nei confronti di diversi soggetti istituzionali, tra cui il Ministero della Salute, l’Agenzia Italiana del Farmaco e le aziende produttrici.
Va avanti intanto, in maniera sempre più turbolenta, l’attività della Commissione parlamentare su Covid e danni da vaccino. Per la senatrice di Fratelli d’Italia Cinzia Pellegrino, l’allora premier Giuseppe Conte dovrà essere ascoltato in Parlamento sulla questione Covid, ma per far questo è necessario che si dimetta dalla Commissione di indagine che è stata appositamente istituita. Sarebbe insomma, «arrivato il momento di fare chiarezza su quanto accaduto durante la pandemia, senza più rinviare questa esigenza».
L’incompatibilità del ruolo rivestito da Conte all’interno della Commissione parlamentare rappresenterebbe infatti un ostacolo insormontabile per poter ascoltare le sue testimonianze. «Solo attraverso le sue dimissioni sarà possibile procedere all’audizione dell’ex presidente del Consiglio e segretario del Movimento Cinque Stelle nelle forme più opportune e corrette».
Le durissime dichiarazioni della senatrice FdI arrivano dopo le notizie su presunte richieste di denaro e pressioni che sarebbero avvenute durante l’emergenza sanitaria. Nel comunicato della Pellegrino si fa riferimento al caso di un imprenditore che avrebbe subito controlli mirati in seguito ai suoi dinieghi di fronte a queste pressioni.





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