
La soluzione a due Stati, quella che finora è sembrata solo una chimera nel sanguinoso scenario di guerra tra Israele e Palestina che da anni infiamma il Medio Oriente, sarà al centro del vertice dell’Alleanza Globale, in programma a Roma 28 e 29 luglio. Il summit, promosso dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, vedrà la partecipazione congiunta del suo omologo saudita ed ha lo scopo di imprimere nuovo slancio alla Dichiarazione di New York sottoscritta lo scorso anno.
«La riunione avrà una forte componente dedicata al dialogo interreligioso, che è un tema a cui siamo molto sensibili, cruciale per rafforzare la prospettiva di pace», ha spiegato Tajani durante l’informativa alle Commissioni Affari Esteri e Difesa riunite di Camera e Senato sugli esiti del Vertice Nato di Ankara. Quanto al Libano, «l’Italia – ha aggiunto – sta svolgendo un ruolo di primo piano. La scorsa settimana abbiamo ospitato qui a Roma la prima sessione negoziale sui seguiti dell’Accordo e il 4 agosto ospiteremo una nuova sessione di dialogo».

Risultati importanti, «frutto di una paziente azione di politica estera che costruisce ponti e non erige mai muri». Ma l’Italia «guarda già anche alla fase successiva alla conclusione del mandato di Unifil, prevista per la fine dell’anno. Stiamo lavorando in stretto raccordo con i nostri alleati, a cominciare dalla Francia, come seguito del Vertice di Antibes dello scorso 25 giugno».
Anche in questa occasione, Tajani ha ribadito che «l’espansione degli insediamenti illegali e le violenze dei coloni sono inaccettabili. Continuiamo a lavorare, in ambito europeo, affinché si possa raggiungere l’unanimità sulle proposte di sanzioni nei confronti del ministro Ben Gvir e dei coloni responsabili di atti di violenza», ha aggiunto Tajani. «Stiamo inoltre valutando con attenzione, insieme ai nostri partner, le ulteriori proposte avanzate dalla Commissione europea riguardanti i prodotti provenienti dagli insediamenti illegali».
Nel corso dell’audizione, il ministro ha elencato i diversi fronti aperti nel mondo, che creano un «mosaico di instabilità». Dall’Ucraina al Golfo, passando per il Medio Oriente, «solo un Occidente unito può affrontare sfide di questa portata», ha concluso Tajani.





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