Perché una certa parte del Paese si mobilita per il marocchino Abderrahim Fakir e nessuno organizza manifestazioni per la morte di Monica Esposito (foto sopra), 55 anni, deceduta ieri dopo due mesi di agonia a seguito dell’attentato a Modena compiuto il 16 maggio da un marocchino che si è lanciato sulla folla?
Il 16 maggio a Modena un’auto lanciata sulla folla l’ha travolta insieme al marito. L’autore è il marocchino Salim El Koudri. Nessuna piazza, nessun corteo, nessuna indignazione collettiva. Il suo nome è passato quasi in silenzio, come se la sua morte fosse un dettaglio scomodo, una nota a piè di pagina nella cronaca di provincia.

La notte di lunedì scorso Bologna è stata messa a ferro e fuoco per manifestare contro la morte di Fakir, 42-43 anni, marocchino, morto durante un intervento di polizia mentre dava in escandescenze e minacciava la popolazione residente in evidente stato di delirio. perché il Paese intero si fermasse. Quando ancora le cause della morte non erano state chiarite (l’autopsia è ancora in corso), è scattata anche su gran parte dei media l’equazione immigrato morto = colpa della polizia.

«Due tragedie umane. Due pesi, due misure. La vita – scrive il giornalista Davide Scifo su X – non ha nazionalità. Ma per certi media e certi ambienti ne ha una: solo quando serve alla loro narrazione diventa sacra. Questo non è rispetto per le vittime. È ipocrisia ideologica. Ogni vita spezzata merita la stessa verità e la stessa pietà. Senza silenzi comodi, senza amplificazioni utili. Altrimenti non difendiamo gli uomini. Difendiamo solo le nostre menzogne».

Intanto, dopo il post di Giorgia Meloni («Violenza inaccettabile. Irresponsabile chi alimenta la rabbia», è già partita la raccolta firme per chiedere le dimissioni del sindaco Pd di Bologna, Matteo Lepore, che aveva indetto la manifestazione di lunedì scorso, in cui decine di agenti di polizia sono stati feriti in modo grave e i danni per la città ammontano ad oltre 300mila euro. La petizione avrebbe giàò raggiunto le 15mila firme.

La Lega, con la sottosegretaria Lucia Borgonzoni, ha presentato un esposto in Procura e una mozione di sfiducia: «Il sindaco ha convocato una manifestazione, e questa si è trasformata in quello che tutti hanno potuto vedere: si valuti se ci sono dei margini penali, amministrativi, perché un pubblico amministratore faccia queste cose e passi indenne». Il Carroccio ha inoltre annunciato che ripresenterà la legge per far pagare i danni delle manifestazioni a chi le organizza, con una fidejussione preventiva.

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