
«Accogliamo con favore il cessate il fuoco di due settimane concluso oggi tra Stati Uniti e Iran. Ringraziamo il Pakistan e tutti i partner coinvolti per aver facilitato questo importante accordo. L’obiettivo ora deve essere quello di negoziare una rapida e duratura fine alla guerra nei prossimi giorni. Ciò può essere raggiunto solo attraverso mezzi diplomatici». Comincia così la nota stampa congiunta, in inglese, diramata dai leader europei Giorgia Meloni, Emmanuel Macron, Frederik Merz, Keir Starmer, Mark Carney (Canada), Nicusor Dan (Romania), Mette Frederiksen (Danimarca), Kristrùn Frostadóttir (Islanda), Rob Jetten (Paesi Bassi), Ulf Kristersson (Svezia), del Kyriakos Mitsotakis (Grecia), Pedro Sanchez (Spagna), Jonas Gahr Støre (Norvegia), Alexander Stubb (Finlandia), Sanae Takaichi (Giappone), dal Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e dal Presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.
«Incoraggiamo vivamente rapidi progressi verso una soluzione negoziata sostanziale – prosegue la nota – Questo sarà fondamentale per proteggere la popolazione civile iraniana e garantire la sicurezza nella regione. Può scongiurare una grave crisi energetica globale. Sosteniamo questi sforzi diplomatici. A tal fine, siamo in stretto contatto con gli Stati Uniti e altri partner. Esortiamo tutte le parti ad attuare il cessate il fuoco, anche in Libano. I nostri governi contribuiranno a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz». Infine, «Questa dichiarazione è aperta ad altri partner». L’iniziativa è giunta dopo i lunghi colloqui telefonici avuti dalla premier Meloni con i partner europei ed extra europei e dopo che ieri da Palazzo Chigi aveva espresso la sua «ferma condanna per quanto accaduto oggi nel sud del Libano dove un convoglio italiano appartenente a UNIFIL, e chiaramente individuabile come tale, è stato fatto oggetto di colpi di avvertimento da parte dell’esercito israeliano». «I militari italiani sono presenti in Libano sulla base di un mandato ricevuto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e agiscono nell’interesse del mantenimento della pace – veniva aggiunto – È quindi del tutto inaccettabile che il personale che agisce sotto la bandiera dell’ONU sia messo a rischio con azioni irresponsabili come quelle odierne, che sono in palese violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite».
Due dichiarazioni, dunque, in cui la premier marca la distanza dalle minacce di Donald Trump all’Iran, e dalla scelta di Israele di proseguire gli attacchi in Libano, denunciando anche azioni irresponsabili come quelle nei confronti di un convoglio italiano.
Stamane intanto Giorgia Meloni è a Montecitorio per l’informativa sull’azione del Governo. Alle 13 è attesa a Palazzo Madama. Temi centrali saranno quelli sulla politica estera, che tiene ancora col fiato sospeso l’opinione pubblica in Italia ed oltre.





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