
Le notizie di questa notte ci dicono che è fallito il tentativo del tavolo di pace istituito a Islamabad. Il numero due della Casa Bianca J.D. Vance lasciando il Pakistan ha annunciato che l’accordo non è stato raggiunto, le posizioni tra Stati Uniti e Iran restano distanti. Da Hormuz al disarmo nucleare, fino ai bombardamenti israeliani sul Libano, non sarà facile porre fine a questa guerra. Un conflitto considerato dannoso da molti osservatori internazionali, una guerra che nuoce in primis a Donald Trump, sempre più a rischio di perdere ulteriormente consensi nel suo Paese, ma che sta provocando tensioni internazionali tutt’altro che destinate a finire.
In Italia, sul fronte civile, oltre che religioso, sta crescendo la mobilitazione per la pace. Voglio soffermarmi sulla Campagna, appena lanciata dalla Rete Italiana per la Pace e il Disarmo, che è stata intitolata “Un’altra difesa è possibile” (l’immagine è tratta dalla Campagna). Si tratta della proposta di legge per istituire al governo un Dipartimento della difesa civile, non armata e non violenta. I promotori – fra cui anche la Conferenza Nazionale enti si servizio civile, e Sbilanciamoci! – chiedono anche la creazione di un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo, che sia a supporto scientifico del Dipartimento, oltre alla possibilità per i cittadini di destinare il 6 per mille a un fondo nazionale che si occupi di attività di educazione alla pace, prevenzione dei conflitti e coesione sociale.
Questa iniziativa popolare ha tempo fino a settembre per raccogliere le 50mila firme necessarie perché sia depositata in Senato e da lì cominci il suo iter legislativo. Previsto il coordinamento da parte del governo italiano, sotto l’egida dell’Unione Europea, dei “Corpi civili di pace”, già oggi attivi ma composti solo da volontari, per attività di prevenzione dei conflitti in tutte le zone a rischio. Sostanzialmente la proposta di legge intende convertire scelta facoltativa del servizio civile, limitata nel tempo e dedicata solo ai giovani, in una struttura più articolata a disposizione di tutta la cittadinanza.
Noi siamo vicini ad ogni forma di mobilitazione non violenta, ricordando la lezione di Marco Pannella, di cui ho avuto il privilegio di essere amico e, in qualche modo, discepolo.
Sul versante spirituale, ieri c’è stata una forte mobilitazione in tutti gli angoli del pianeta promossa da Papa Leone con la Veglia di Pace, celebrata in contemporanea dalle Chiese del mondo. Di fronte ai massacri e alle guerre provocate dall’idolatria del potere di chi pretende persino di “arruolare” Dio dalla propria parte offrendo giustificazione religiosa all’uccisione degli innocenti, il pontefice si è appellato alla stragrande maggioranza di persone che in tutto il mondo vogliono la pace, credono nella pace, pregano per la pace e la costruiscono giorno per giorno.
Due mondi, quello civile e quello religioso, che oggi si uniscono in una sola invocazione: pace agli uomini – e alle donne – di buona volontà.
RENATO D’ANDRIA





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