
Giorgia Meloni tira dritto per la sua strada. E con le sue mosse politiche decise rimanda al mittente le accuse lanciatele da Donald Trump. Lo ha fatto difendendo apertamente Papa Leone XIV, quando ha definito “inaccettabili” gli attacchi del presidente americano. Una linea ribadita anche al Vinitaly, dove la leader di Fdi ha rivendicato un principio preciso: “Non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici”. Una presa di posizione netta, a cui Trump ha replicato con toni ancora più duri: “È lei che è inaccettabile“, ha affermato, arrivando a sostenere che la premier sottovaluterebbe la minaccia iraniana. “Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo“, aveva detto the Donald, accusandola di sottrarsi alle responsabilità internazionali, dall’Iran alla Nato. E ancora: “Non è più la stessa persona”.
Ma non si lascia certo intimidire, la presidente del Consiglio italiana, nemmeno da Vladimir Putin, che aveva lanciato un duro avvertimento: le decisioni dei governi europei di aumentare la produzione e la fornitura di droni all’Ucraina stanno “trascinando l’Europa più a fondo nella guerra” con la Russia. Ieri quindi a Palazzo Chigi la premier ha ricevuto il presidente ucraino Zelensky. Italia e Ucraina – è emerso dall’incontro – rafforzano ulteriormente le loro relazioni, aprendo alla collaborazione militare. Roma assicura il proprio sostegno anche in sede Ue all’erogazione del sostegno finanziario a Kyiv deciso dal Consiglio e rilancia la necessità di una unità all’interno della NATO e dell’Occidente.
Nella conferenza stampa seguita all’incontro con Zelensky, senza citarlo direttamente, la presidente del Consiglio ha risposto a Trump e a Putin contemporaneamente, con un messaggio accuratamente calibrato: “Un Occidente diviso, un’Europa spaccata sarebbero l’unico vero regalo che potremmo fare a Mosca”.
Al centro del colloquio col presidente ucraino c’è stata soprattutto l’evoluzione del conflitto. «La guerra è cambiata e ora senza una difesa veramente solida e sicura da tutti i tipi di droni nessuno può sentirsi al sicuro», ha spiegato Zelensky, sottolineando come il campo di battaglia abbia accelerato la centralità dei sistemi unmanned. Per questo Kyiv ha sviluppato un nuovo schema di cooperazione, un formato speciale di accordo sulla sicurezza, lo chiamiamo ‘drone deal’, ed è importante che ci sia interesse da parte dell’Italia”, ha detto il presidente ucraino, indicando nella collaborazione industriale una delle nuove direttrici del partenariato.





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