
Nonostante le rassicurazioni arrivate dal Ministero della Salute, secondo cui il rischio di contagio in Italia e in UE è molto basso, cresce la preoccupazione per il contagio dall’Hantavirus, divampato la scorsa settimana su una nave da crociera.
Sono quattro gli italiani che si trovano in isolamento dopo essere entrati per pochi minuti a contatto con una donna poi deceduta in Sudafrica per Hantvirus. Tutti loro avevano viaggiato su un volo della Klm dove è salita solo per pochi minuti la donna poi morta per il virus. Le regioni interessate sono Toscana, Calabria, Veneto e Campania.
E’ in quarantena obbligatoria Federico Amaretti, il marittimo di 25 anni che era a bordo del volo Klm. Dovrà restare in isolamento per 45 giorni ed è costantemente monitorato ma le sue condizioni sono buone ed è asintomatico. Quarantena di 45 giorni anche per un marittimo di 24 anni di Torre del Greco (Napoli), come disposto con ordinanza dal sindaco di Torre del Greco.
Resta asintomatico ed è stato sottoposto a prelievi di sangue inviati all’Inmi Spallanzani di Roma il cittadino sudafricano in isolamento a Padova in quanto “contatto a basso rischio” con la passeggera del volo Klm. E sta bene anche la donna fiorentina che ha viaggiato sul volo Klm, la cui quarantena termina l’8 giugno.
I CONSIGLI PER LA PREVENZIONE
«Il focolaio di Hantavirus – ha spiegato inoltre la professoressa Cristina Mussini, presidente SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali) – sembra riguardare un numero limitato di persone. La situazione è sotto osservazione e, per quanto si sa, è considerata sotto controllo per la popolazione generale». Tuttavia, «un elemento critico – ha aggiunto – è il periodo di incubazione, che può arrivare fino a otto settimane». Inoltre, «non è ancora chiaro quando una persona infetta diventi contagiosa». Pertanto, i contatti possono essere monitorati anche fino a 55 giorni, e questo rende la gestione della situazione più lunga e complessa. Secondo l’OMS, il monitoraggio dovrebbe continuare per almeno 42 giorni a partire dal 6 maggio.
Negli ambienti chiusi e confinati, come sulla nave da crociera – avvertono ancora gli esperti – le condizioni possono amplificare la diffusione. Bisogna poi considerare anche gli sbalzi di temperatura e la frequentazione di ambienti chiusi e affollati, dove è più facile entrare in contatto con persone con infezioni respiratorie, diverse dall’Hantavirus.





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