
Pedro Sanchez ha perso le elezioni in Andalusia, storico feudo socialista, ottenendo il peggior risultato storico. Niente da fare per María Jesús Montero, numero 2 del Psoe, vicepremier e ministro delle Finanze dal 2018, praticamente una costola politica del premier. A febbraio non era andata meglio in Aragona, dove Sánchez aveva candidato la portavoce del governo Pilar Alegría: una disfatta. In sostanza, il governo della Spagna non ha più una maggioranza. E non ha ancora approvato una legge di Bilancio.
Mentre quindi Madrid viene tuttora dipinta dal mainstream come la star europea della crescita, o lodata come il Paese che ha ritirato il suo cantante all’Eurovision per protestare contro la guerra a Gaza, le elezioni regionali in Andalusia certificano un mutamento profondo negli equilibri politici spagnoli. La sconfitta senza precedenti in Andalusia, quella che per quasi quarant’anni è stata la sua principale roccaforte elettorale, è segnata d numeri impietosi: con il 23% dei voti i socialisti ottengono appena 28 seggi su 109 disponibili: si tratta del peggior risultato mai registrato nella comunità autonoma.
La stessa candidata Montero, in quanto titolare del dicastero delle Finanze, è stata additata dalle opposizioni come l’emblema delle difficoltà del governo di Madrid, attualmente indebolito dal mancato varo della legge di bilancio e dalle inchieste per corruzione che lambiscono la cerchia ristretta del Primo ministro. Una crisi politica e di consensi che trova le sue origini nei redditi fermi, nel costo alle stelle delle case, negli scandali giudiziari, in quella politica di porte aperte agli immigrati che alimentano l’estrema destra di Vox, degli scandali giudiziari.
Fatto sta che oggi in Andalusia il Partito Popolare (Pp), guidato dal governatore uscente Juanma Moreno, si conferma la prima forza politica con il 41,6% dei consensi. Ma i 53 seggi conquistati lasciano i conservatori molto vicini alla maggioranza assoluta, fissata a 55. Uno scarto numerico che consegna le chiavi della governabilità a Vox. Il partito di estrema destra guidato da Santiago Abascal sale a 15 seggi (circa il 14% dei voti) e si posiziona nuovamente come ago della bilancia.
Peraltro, come sottolineato dallo stesso Abascal, si tratta della quarta volta consecutiva che Vox risulta decisivo per la formazione di una giunta regionale, replicando quanto già avvenuto in Estremadura, Aragona e Castiglia e León.
Ciao Ciao Pedro…





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