«Lunedì scorso a Strasburgo, l’atmosfera era tesa durante una riunione del gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D), soprattutto all’interno della delegazione tedesca, la terza più numerosa dopo quella spagnola». Comincia così il reportage di Marc López Plana, direttore del quotidiano spagnolo Agenda Publica. Al centro dello scontro, la revoca dell’immunità parlamentare a un deputato, da sempre tema sensibile per i socialisti e democratici europei, tradizionalmente favorevoli alla revoca.

La scintilla, infatti, era scoccata con la richiesta di revocare l’immunità parlamentare a un europarlamentare tedesco dell’Unione Cristiano Democratica (CDU), il principale partito della coalizione di governo tedesca e partito di punta del Partito Popolare Europeo (PPE).  

Il clima è diventato teso quando René Repasi (nella foto), leader dei Socialdemocratici tedeschi a Bruxelles, si è espresso contro la revoca dell’immunità, rompendo un tradizionale tabù. Repasi ha difeso la sua posizione: gli S&D avrebbero dovuto votare “no” alla revoca dell’immunità, salvando così il deputato conservatore. Repasi, docente universitario e dottore in giurisprudenza, nonché portavoce del gruppo presso la commissione Affari legali, ha sollevato aspre critiche fra gli europarlamentari socialdemocratici tedeschi, che si sono opposti alla decisione. La protezione di un rivale diretto rappresentava, per loro, un insulto alla propria base elettorale. Come avrebbero potuto spiegare nei loro collegi elettorali di aver votato per proteggere i conservatori?

Poi Repasi ha spiegato: la richiesta di difesa era arrivata tramite un messaggio da Berlino, dopo che la direzione federale della CDU aveva telefonato direttamente alla dirigenza dell’SPD per chiedere questo favore. «Nel fragile panorama politico tedesco – scrive Agenda Publica – la stabilità delle alleanze e del governo federale impone una tacita non aggressione da parte dei socialdemocratici e dei cristiano-democratici, in risposta alla crescita dei partiti estremisti. La reciprocità è quindi una moneta di grande valore; e così Repasi ha eseguito l’ordine».

Fonti socialdemocratiche giustificano la mossa di Repasi con una logica ben più ampia, fondamentale per preservare il fragile cordone sanitario europeo: l’imperativo di mantenere un rapporto di fiducia con il PPE di Manfred Weber.

Renato d’Andria

«Nell’attuale Parlamento europeo forze dell’estrema destra come ECR e Patrioti per l’Europa – osserva Renato d’Andria commentando i fatti di Bruxelles – hanno accresciuto la loro influenza legislativa dalle ultime elezioni. Credo che la preoccupazione del gruppo S&D sia quella di arrestare qualsiasi deriva strutturale a destra del PPE e, in tal caso, condivido la mossa. Aiutare a salvare un eurodeputato della CDU è stato quindi essenzialmente un gesto di pace, ma soprattutto un chiaro messaggio inviato dai partiti S&D europei ai partiti popolari, affinché non contribuiscano all’avanzata dell’estrema destra».

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