
Può sembrare un paradosso eppure proprio l’Irlanda, che da sempre incarna la dolorosa scissione di un’isola e di un Paese fra Nord e Sud, assumendo la presidenza di turno del Consiglio Europeo, come prima mossa ha lanciato un accorato appello per l’unità dei 27.
Migliorare competitività e produttività dell’Europa, sostenere l’Ucraina e la pace in Medio Oriente ed avvicinare i Paesi che aspirano a diventare membri dell’Unione europea: questi sono infatti gli obiettivi presentati ieri a Dublino dal primo ministro irlandese Micheál Martin (nella foto). Fino al 31 dicembre, il Paese deterrà la presidenza di turno del Consiglio dell’UE, un ruolo centrale «nel plasmare le decisioni che riguardano la vita di ogni cittadino della nostra Unione», ha sottolineato il premier irlandese.
Durante la cerimonia di inaugurazione, Martin ha avuto al suo fianco il presidente del Consiglio europeo, António Costa, a fianco del quale nei prossimi sei mesi lavorerà a quella che è stata definita una “agenda impegnativa” dell’Unione. «Nei prossimi sei mesi, l’Irlanda guiderà i lavori del Consiglio, operando nell’interesse di 450 milioni di cittadini europei. Il motto della vostra presidenza è estremamente chiaro: ‘Forza nell’unità’ – insieme siamo più forti”, ha sottolineato Costa nel suo discorso alla cerimonia. “Valori, competitività e sicurezza sono i tre pilastri del programma della vostra presidenza. Sono anche priorità fondamentali per la nostra Unione», ha aggiunto Martin.
A Dublino, insieme a Costa per l’avvio della presidenza irlandese, c’era l’immancabile presidente dell’Ucraina,Volodymyr Zelensky, il quale non ha mancato l’occasione per dichiarare che «Kiev spera in progressi concreti sull’accordo sui droni proposto dall’Ucraina all’UE, dopo il buon numero di accordi bilaterali e partenariati più ampi con i Paesi europei che possono contribuire a diffondere le nuove tecnologie di difesa ucraine».
Infine, il grande tema della presidenza irlandese: trovare la quadra sul prossimo bliancio pluriennale dell’Unione. «Il nostro principale problema comune” – così ha definito da Costa il futuro Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) – per il quale entro la fine dell’anno si dovrà raggiungere un accordo». “
Sulla base dei progressi compiuti negli ultimi mesi, adesso toccherà alla presidenza irlandese mantenere lo slancio nei negoziati e presentare a ottobre una proposta di negoziazione rivista, che includa ambiziose proposte per nuove risorse proprie. «È questo – ha concluso Costa – l’unico modo per colmare il divario tra il nostro livello di ambizione e un livello ragionevole di contributi nazionali, ma – ha poi avvertito – i risultati importanti non sono mai facili», lasciando intendere la strada in salita che aspetta Dublino.
Dublino, capitale della Repubblica d’Irlanda, non fa parte del Regno Unito: la città è diventata indipendente dal Regno Unito nel 1922. In seguito alla guerra d’indipendenza, la Repubblica d’Irlanda è infatti diventato uno Stato sovrano che include la maggior parte dell’isola d’Irlanda e ha come capitale Dublino, centro culturale, storico ed economico indipendente, nonché una delle città più vivaci e mate dell’Unione Europea.. L’Irlanda del Nord, invece, con capitale Belfast, è l’unica regione dell’isola d’Irlanda che rimane parte del Regno Unito. Scopriamo allora la complessa e tribolata storia





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