
E’ fallita la trattativa tra l’editore Alfredo Romeo (nella foto con Piero Sansonetti) e il Partito Democratico, che avrebbe dovuto acquisire la testata Romeo Editore, dopo anni in cui l’ha gestita interamente l’imprenditore-editore Romeo, che dal 2022 aveva rilevato la testata salvandola dal fallimento. «Fin dal primo giorno – fa sapere in un comunicato la Romeo Editore – l’impegno assunto è stato duplice: rimettere in ordine i conti, garantendo una gestione corretta e rigorosa del giornale e, al tempo stesso, custodirne la storia nella prospettiva di riportare la testata alla casa politica che l’ha generata, il Partito Democratico». Da qui la riapertura delle trattative con il Nazareno.
Continua così una storia segnata da un passato glorioso nel Partito Comunista Italiano, poi da alti e bassi sempre più abissali. La prima sospensione risale al luglio del 2000, con la ripresa a marzo del 2001 grazie al salvataggio di un gruppo di imprenditori coordinati da Alessandro Dalai che si organizzano come Nuova Iniziativa Editoriale. Il secondo stop risale all’agosto del 2014, a causa della grave situazione debitoria. In questo caso il quotidiano torna in edicola nel 2015 grazie all’ingresso di nuovi soci e un nuovo piano editoriale. La terza chiusura si ha a giugno del 2017, da questo momento usciranno sporadicamente dei numeri speciali. Fino a quando nel 2022, appunto, a salvare L’Unità era arrivato l’editore Alfredo Romeo.
Fatto sta però che, dopo il fallimento della trattativa con i dem, da oggi lo storico giornale della sinistra italiana fondato da Antonio Gramsci sospenderà per l’ennesima volta le pubblicazioni.
L’editore sostiene di essersi reso disponibile a cedere l’Unità a un prezzo “simbolico”. Ma il partito guidato da Elly Schlein «ha deciso – si legge ancora nella nota – di non dare seguito alla trattativa, nonostante il confronto sembrasse “avviato verso una conclusione positiva».
Da qui il canonico, triste ringraziamento «alla redazione, i collaboratori e i lettori che in questi tre anni hanno reso possibile la continuità di una testata che appartiene alla storia del Paese». Aspettiamo ora le dichiarazioni del coraggioso Piero Sansonetti, che dal 2023 ha diretto il quotidiano.





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