
I Liberal-Democratici del Regno Unito annunciano l’ingresso alla Camera dei Lord di cinque nuovi membri del loro Partito. Si tratta di Julia Aglionby (nella foto), direttrice esecutiva della Foundation for Common Land, professoressa a contratto presso l’Università di Cumbria e perito agricolo; Hannah Kitching, ex fisioterapista del Servizio Sanitario Nazionale (NHS), sindaca di Penistone ed ex leader dell’opposizione nel consiglio comunale di Barnsley; Tim Leunig, capo economista di Nesta, Senior Visiting Fellow presso l’Institute for Government, direttore del settore economico di Public First ed ex alto funzionario pubblico; Dave McCobb, direttore delle campagne dei Liberal Democratici, che ha orchestrato i migliori risultati elettorali di sempre del partito, ed ex consigliere comunale di Hull; e Mark Petterson, imprenditore e pioniere dell’energia eolica offshore. Una squadra dunque di politici preparati, con credenziali di prim’ordine e capacità amministrative perfettamente adeguate alla mission da compiere nell’interesse del loro Paese.
Più di 90mila sono gli iscritti al Liberal Democrati in Gran Bretagna, ma la campagna tesseramento è tuttora aperta. Si tratta di una formazione politica fra le più interessanti d’Europa, vale la pena di guardarla allora più da vicino, anche perché ancor prima di questi nuovi ingressi, alle elezioni generali del 2024 ha eletto ben 61 deputati alla Camera dei Comuni, rilanciando il proprio peso politico nazionale nello scenario britannico post-Brexit.
I Liberal Democrat, che sono oggi la terza forza politica del Parlamento britannico, nascono nel 1988 dalla fusione tra il Partito Social Democratico ed il Partito Liberale, di cui raccolgono l’eredità. Molto vicini ai valori della Socialdemocrazia italiana, si collocano al centro dello schieramento politico, appoggiando le maggioranze in grado di portare avanti i loro principi fondanti. Ad esempio, nel 2010 sono entrati al governo in una coalizione guidata dai Conservatori di David Cameron, con il leader liberaldemocratico Nick Clegg nel ruolo di vicepremier. Il social-liberalismo, il progressismo e l’ecologismo sono i principi che guidano la loro azione. Credono infatti in un’economia di mercato aperta unita alla forte tutela dei diritti civili. Sostengono infatti l’europeismo e il ritorno del Regno Unito nell’Unione Europea. Propongono inoltre un sistema elettorale proporzionale per rendere il Parlamento più equo.





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