
Possiamo dirlo: ormai siamo in piena campagna elettorale. Non è ancora chiaro se si voterà ad aprile del prossimo anno (prima delle comunali) o a settembre (scadenza naturale dei cinque anni di mandato), ma si sicuro ogni mossa dei diversi competitor va letta in questa chiave.
Un segnale per chi temeva l’ascesa dei cosiddetti “lavroviani”, i filo-russi guidati dall’ex grillino Alessandro Di Battista (foto sopra) è arrivato poche ore fa dalla mancata raccolta delle 500mila firme necessarie al referendum lanciato da Dibba per sottrarre il finanziamento pubblico ai giornali. L’iniziativa referendaria della sua associazione “Schierarsi” si è fermata a meno di 300 mila sottoscrizioni e le firme raccolte sono state meno del 52 per cento. Ovvio quindi che sarà ben difficile, in queste condizioni, mettere insieme le altre 500mila che servirebbero per iscrivere la neo formazione di estrema sinistra nelle liste elettorali.
Eppure, la campagna “Basta soldi ai giornali” doveva essere, nell’intenzione dei promotori, non solo il trampolino di lancio del movimento a sinistra di Giuseppe Conte, ma anche la piattaforma per lanciare la candidatura a premier di Francesca Albanese. E oggi, chi temeva l’affermazione di un “Vannacci di sinistra” (in primis lo stesso leader del M5S), può stare tranquillo: quasi certamente non ci sarà.
Sul fronte opposto, però, Futuro Nazionale di Roberto Vannacci sta continuando la sua escalation, sottraendo consensi proprio a chi lo aveva creato: la Lega di Matteo Salvini. Vi abbiamo dato conto nei giorni scorsi delle preoccupazioni per questa ascesa, specie per il fatto che rischia di far crollare il partito dell’attuale vicepremier e ministro dei Trasporti, che ha saputo trasformare uno sgangherato Carroccio in una formazione di governo stabile e rigorosa.
Comunque, il polso della situazione lo ha dato – come ogni lunedì – il sondaggio commissionato a SWG da Enrico Mentana per La 7. Futuro Nazionale conquista lo 0,2% e si attesta al 6,9% mentre la Lega, pur salendo dello 0,2% , si piazza solo al 5,7%, che equivale al terzo posto nell’attuale maggioranza dopo Forza Italia che, con lo 0,1% in meno, si piazza al 7,6%. Bene Fratelli d’Italia: la formazione politica guidata da Giorgia Meloni guadagna lo 0,1% e si attesta al 27%.
Al centro, resta stabile e in testa Azione di Carlo Calenda con il 3,4. Scende ancora Italia Viva di Matteo Renzi, che perde lo 0,2% e va al 2,3%. Stabili Più Europa (1,2%) e Noi Moderati, sempre ancorato all’1%.
Nel campo largo il Partito democratico di Elly Schlein perde lo 0,2% e si ferma al 20,9%., seguito dal Movimento Cinque Stelle, che ugualmente perde lo 0,2% e si colloca al 12,9%. Alleanza Verdi e Sinistra infine guadagna lo 0,1% e si piazza al 6,5%.





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