Ci domandavano, in un articolo pubblicato ieri, in che modo il governo spagnolo avesse potuto “rimpatriare” 48mila degli oltre 60mila migranti provenienti dal Marocco che avevano invaso solo 24 ore prima l’exclave di Ceuta. L’annuncio ufficiale diramato dalle autorità iberiche lasciava spazio a una voragine di dubbi, fino a suonare quasi grottesco.

Nel giro di poche ore i fatti e le mistificazioni hanno trovato risposte da documentazioni fotografiche e contestualizzazioni inoppugnabili rese da alcuni fra i principali media internazionali. La prima immagine mostra interi tir che arrivano sulle coste marocchine prospicienti il mare di Ceuta stracolmi di giovani uomini provenienti da diverse parti del continente africano, sotto lo sguardo delle forze dell’ordine locali. L’attacco era stato premeditato con la complicità, addirittura sotto la supervisione delle autorità locali.

La seconda immagine è quella della marea dei migranti stremata dall’arrivo a nuoto sulle rive della città spagnola, affamata, in cerca di cibo o di qualsiasi sostegno, che è stata letteralmente “affamata” dalle autorità della città iberica – presumibilmente su ordine del governo centrale – e costretta a rifare il viaggio al contrario.

La terza immagine rimanda, purtroppo, a situazioni, drammi e crimini che ben conosciamo anche in Italia. Non tutti fra quei 60mila sono rientrati, alcune migliaia sono rimasti ed hanno messo a ferro e fuoco la minuscola exclave spagnola sulle coste nordafricane.

Era chiaro fin dall’inizio di questa tragica, ma emblematica vicenda, che nessuna delle procedure previste dall’UE per l’identificazione, il trattenimento temporaneo e poi l’eventuale rimpatrio era stata rispettata, se non altro per mancanza di tempo. Ciò che sconcerta è stata la “presa in giro” dell’opinione pubblica internazionale, con annunci ai quali non avrebbe potuto dar credito nemmeno un bambino.

Non vi ha dato giustamente alcun credito il governo italiano, che ha dato l’unica risposta possibile: sospendere temporaneamente gli accordi di Schengen per difendere la sicurezza nazionale.

Ora nelle forze politiche di opposizione è tutto un rincorrersi di numeri che dovrebbero confermare l’autorevolezza della Spagna rispetto al nostro Paese in tema di migrazioni. Ancora una volta, dichiarazioni che si smentiscono da sole, con la forza delle immagini e di una realtà che non lascia spazio a immaginazione.

Le migrazioni di massa dall’Africa hanno ormai ben poco a che fare con il dramma – pur tuttora esistente – di donne e bambini in fuga da fame e guerre. Gli esseri umani, uomini e ragazzi di quegli tessi territori, sono usati come proiettili per combattere una guerra condotta non più sparando pallottole di cannoni, bensì carne umana.

E prevediamo che sia questo il tema centrale del vertice fra i mjnistri dell’Interno dei 27 convocato per i 4 agosto a Bruxelles e promosso, in primis, dall’Italia di Giorgia Meloni.

Renato d’Andria

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