Benedetta campagna elettorale… Ci voleva il profilarsi del voto nel 2027 per cominciare a vedere alcuni tagli delle tasse che in questo periodo di crisi economica pesano su famiglie e piccole imprese. Dal prossimo anno, secondo la bozza di decreto legge varata ieri in Consiglio dei ministri, l’esenzione dal bollo auto riguarderà le auto con una potenza fino a 80Kw. L’esenzione riguarda anche i motocicli, se non viene già sfruttata dallo stesso proprietario per un’auto.

Esulta sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Oggi in Consiglio dei Ministri – ha scritto su Facebook – abbiamo approvato l’abolizione del bollo per le auto di piccola e media potenza, fino a 80 kW, e per i motoveicoli, con un’esenzione per un solo veicolo a cittadino. Abbiamo scelto di trasformare una parte delle risorse impiegate finora contro il caro carburanti in una misura semplice e strutturale, pensata soprattutto per chi utilizza ogni giorno auto e moto per lavorare, accompagnare i figli, muoversi». Si tratta di «una scelta concreta – aggiunge la premier – cancelliamo una delle tasse più odiate dagli italiani e continuiamo sulla strada della riduzione del carico fiscale». In sintesi, «Mentre altri parlano di patrimoniali, noi togliamo una tassa sulla proprietà».

Per 70 anni gli italiani possessori di qualunque veicolo circolante sono stati obbligati a pagare questo ennesimo balzello. Introdotto in Italia nel 1953, il bollo auto nasceva come tassa sulla circolazione degli autoveicoli, gestita dallo Stato e legata alla potenza fiscale del motore. Dal 1983 viene collegata al possesso del veicolo, ma è dal 1999 che cominciano le più grossolane diseguaglianze, perché questa tassa diventa un tributo regionale.

Ed è precisamente da allora che le regioni più povere d’Italia pagano la tassa regionale sul bollo auto più elevata. Un assurdo tutto italiano. Per esempio in Campania, al secondo posto dopo la Calabria per indice di povertà (dati Eurostat), i cittadini pagano il bollo auto più alto d’Italia. A far lievitare il costo è stata l’applicazione delle aliquote massime e di una addizionale regionale dello 0,58% sui kW, introdotta anni fa per il piano di rientro dal disavanzo sanitario e poi, come sempre, lasciata lì a spese dei cittadini campani.

Le tariffe più ridotte del bollo auto si registrano nella provincia autonoma di Trento e Bolzano, vale a dire il territorio in cima alla classifica per vivibilità, benessere, ricchezza media e servizi.

Un paradosso, un’anomalia tutta italiana che andava avanti dal 1999 e che oggi viene sanata dal provvedimento dell’esecutivo Meloni.

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