Per ottenerlo bastava solo una semplice autocertificazione, Il denaro arrivava puntuale, ogni mese, e tu percettore dovevi solo andare a votare i tuoi benefattori, ovvero i candidati (quasi tutti M5S o PD) che ti indicavano al Patronato, dove avevi ottenuto il buon esito della tua pratica farlocca.

Stiamo parlando ovviamente del famigerato reddito di cittadinanza, costato lacrime e sangue agli italiani, ma in buona parte sperperato in truffe milionarie, grazie a quella legge iniziale che non prevedeva controlli, bensì solo autocertificazioni del reddito.

Il meccanismo, portato alla luce da una recentissima indagine della Procura di Santa Maria Capiua Vetere, funzionava così. Il titolare di un patronato prendeva 23 pakistani, gli faceva dichiarare di essere cittadini italiani e, soprattutto, di aver vissuto negli ultimi 2 anni stabilmente in Italia. Un’autocertificazione, integrata con un ISEE ovviamente fasullo, Bastava solo questo e per almeno due anni eri a posto. E’ andata avanti così fino all’arrivo di Mario Draghi, che ha imposto i primi controlli.

«In nessun altro posto del mondo – si legge nell’inchiesta pubblicata da Caserta CE –  sono successe cose come quelle raccontante emblematicamente nell’indagine della procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere su quel Patronato. L’Italia pagherà per decenni questa follia collettiva, oddio questa brutta, patetica rappresentazione di sé di alcune aree del sud, province di Napoli e di Caserta in primis. Per un lungo periodo, alcuni centri per l’impiego anche nella provincia di Caserta, si sono girati dall’altra parte, quando dagli imprenditori arrivavano i documenti che attestavano le migliaia e migliaia di dinieghi da parte di percettori di redditi di cittadinanza». 

Intanto anche la Procura regionale del Lazio della Corte dei Conti è al lavoro per fare luce su quella che psi avvia ad essere la più grande truffa ai danni dello Stato: il reddito di cittadinanza. «Secondo le stime – scrive Il Tempo – si parlerebbe di circa 1,7 miliardi di euro erogati a soggetti che non ne avevano i requisiti. In realtà secondo valutazioni, ancora in corso, la somma potrebbe raggiungere un range di proporzioni astronomiche, in pratica da manovra finanziaria, compreso tra gli 8 e i 10 miliardi di euro».

L’esborso totale per il reddito di cittadinanza è stato di 20 miliardi di euro per circa 2 milioni di nuclei familiari, per un totale di 4,65 milioni di persone, con un assegno medio di 552 euro. «In particolare il focus della Procura è sul sistema di erogazione delle somme durante la gestione di Pasquale Tridico. Un meccanismo di accreditamento che, per tutto il 2019 prevedeva solo dei controlli ex post cioè dopo aver erogato le somme, avrebbe permesso anche a soggetti non titolati di percepire una rendita mensile.
Anche perché sembrerebbe che l’Inps e il Ministero del Lavoro avessero introdotto, all’alba della misura, un meccanismo di solve et repete, ossia prima si paga e poi si controlla».

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