Cremlino, capitali europee potrebbero diventare obiettivi in risposta al dispiegamento dei missili a lungo raggio Usa

E i potenziali obiettivi di Mosca sarebbero le capitali europee. E’ l’avvertimento lanciato dal Cremlino, secondo quanto riporta la Tass. Dmitry Peskov, in un’intervista alla tv russa, ha parlato di una situazione “paradossale” riferendosi ai piani di dispiegamento di missili a lungo raggio americani in Germania: «Gli Stati Uniti hanno schierato una varietà di missili di diversa gittata in Europa, che sono tradizionalmente puntati sul nostro paese. Di conseguenza, il nostro paese ha designato le località europee come obiettivi dei nostri missili», ha affermato. 
«Il nostro Paese è nel mirino dei missili americani di stanza in Europa. Abbiamo già sperimentato questa cosa prima. Abbiamo abbastanza capacità di deterrenza rispetto a quei missili. 
    Tuttavia, le potenziali vittime sono le capitali di quei Paesi», ha avvertito il portavoce del Cremlino.

Gaza – Decine di civili palestinesi sono stati uccisi in un bombardamento israeliano su una zona che doveva essere sicura – L’esercito israeliano ha detto di aver attaccato per colpire un leader di Hamas ritenuto tra i principali responsabili dell’attacco del 7 ottobre

Ed eccosi all’altro fronte bollente. Almeno 71 palestinesi sono stati uccisi oggi  in un bombardamento aereo israeliano nella zona di Al Mawasi, una piccola città costiera nel sud della Striscia di Gaza. Prima dell’inizio della guerra tra l’organizzazione palestinese Hamas e Israele, a ottobre del 2023, ci abitavano poche migliaia di abitanti: ora è invece diventata molto densamente popolata ed è piena di tende perché vi si sono rifugiate moltissime persone rimaste senza casa a causa dell’invasione della Striscia da parte dell’esercito israeliano. Il ministero della Salute della Striscia di Gaza ha detto che ci sono anche alcune centinaia di persone ferite.

Era stato proprio l’esercito israeliano a designare la piccola area di Al Mawasi come “zona umanitaria sicura” cioè un posto che in teoria l’esercito garantisce di non attaccare militarmente, in cui i civili palestinesi dovrebbero poter stare in sicurezza e dove possono ricevere gli aiuti umanitari. L’esercito israeliano ha detto di aver attaccato la zona per colpire Mohammed Deif, un importante leader militare di Hamas ritenuto tra i principali responsabili del 7 ottobre. Non si sa però se Deif sia rimasto ucciso nell’attacco.

Mohammed Deif è a capo delle Brigate al Qassam, il braccio armato di Hamas nella Striscia di Gaza, ed è considerato il secondo uomo più importante dell’organizzazione nella Striscia dopo il leader Yahya Sinwar. Di lui si sa poco perché non si mostra e non parla quasi mai in pubblico: è nato nel 1965 a Khan Yunis, nella Striscia di Gaza, e si è unito ad Hamas nel 1987. Prima di pianificare l’attacco del 7 ottobre si ritiene che Deif abbia anche contribuito all’ideazione della rete di tunnel sotto la Striscia di Gaza. È inoltre accusato di essere il mandante di diversi attentati suicidi compiuti in Israele negli ultimi venticinque anni in cui sono stati uccise decine di civili israeliani.

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