Proprio lui, l’Elevato che con un post sul blog aveva il potere di porre fine a ogni diatriba ed imponeva la sua volontà, oggi non riesce a governare gli eventi. Chi gli è visino descrive il padre del Movimento cinque Stelle come un uomo isolato, a tratti spaesato. I suoi gli si rivoltano contro e un “tal Giuseppe Conte” gli lancia una dopo l’altra sfide a cielo aperto. È il periodo più difficile che Beppe Grillo abbia mai vissuto. E qualcuno vede già lo spettro della resa dei conti finale.

«Conte sta facendo tutto di testa sua», ripete Grillo al telefono parlando con i suoi più stretti collaboratori. Capita anche – ma sempre più di rado – che parli anche con Virginia Raggi e Alessandro Di Battista, con qualcuno di quei pochi agganci che gli sono rimasti dentro un Movimento che già somiglia a un partito personale di Conte e che, con l’assemblea costituente in programma a settembre, rischia di essere definitivamente de-grillizzato.

Ad agitare i sonno del fondatore è anche Il sorteggio, che rappresenta una novità assoluta nella galassia pentastellata. Sarà questo l’inizio di un percorso costituente che vedrà alla guida la società torinese Avventura urbana. Iscritti e non iscritti: tutti, via web, potranno inviare i loro progetti e le possibili modifiche da apportare al regolamento. Poi, con un sorteggio, saranno scelti 300 delegati per approfondire i temi. Un metodo, quello prescelto da Conte, che ha già suscitato ampi malumori: tanti avrebbero voluto far parte di questa cerchia, vantando un diritto in quanto eletti. Vedremo cosa succederà nella riunione dei gruppi parlamentari convocata in questa settimana.

Quello che appare certo è che Conte è pronto a mettere in discussione i capisaldi 5 Stelle e che Grillo assolutamente non ci sta, anche perché non è stato interpellato, malgrado sia il Garante.

L’ex comico ligure vuole un «ritorno alla forma fisica del 2018», quando M5s correva da solo e non dichiarava alleanze. L’ex premier invece, oltre a collocarsi saldamente nel Campo largo, è pronto a rivedere il limite dei due mandati, il logo e il nome del partito. La democrazia diretta invece è già stata sostituita dalla «democrazia partecipativa e deliberativa» con il supporto della società Avventura Urbana e non più della piattaforma Rousseau.

Ma a far salire il livello di rabbia ed amarezza nell’ex Elevato è la convinzione che dietro le mosse di Conte ci sia Elly Schlein. Nelle sue telefonate è un tema ricorrente: «Ormai Conte fa quello che dice Elly per salvare la sua poltrona e qualche altra dei suoi fedelissimi». E possiamo giurarci che anche stavolta ci ha visto giusto…

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