
Dopo anni di (relativa) tregua, il Regno Unito si trova oggi a fronteggiare riots (rivolte violente) contro la popolazione immigrata, in particolare quella di religione musulmana. Alimentati da gruppi di estrema destra, gli scontri sono stati organizzati sul web, per poi divampare in città come Londra, Bristol, Belfast, Manchester, Sunderland, Rotherham e Plymouth. «Queste non sono proteste, è pura violenza», ha dichiarato il premier Keir Starmer parlando alla nazione, con l’annuncio di voler schierare un esercito di agenti per far fronte alle proteste. «Vi garantisco che vi pentirete di aver preso parte ai disordini», ha poi ammonito.
Ad appena una settimana dalla tragica uccisione di tre bambine a Southport, queste frange estremiste stanno alimentando razzismo e disinformazione, mettendo a ferro e fuoco le città. Un ragazzo è stato arrestato con l’accusa di triplice omicidio a seguito della diffusione sui social di notizie false sulla sua origine: sui social media si è iniziato a scrivere che fosse un immigrato musulmano, mentre invece si tratta invece 17enne nato a Cardiff, in Galles, da genitori originari del Ruanda. Anche questo ha innescato nuove rivolte contro la la comunità musulmana e i richiedenti asilo. In diverse città sono state vandalizzate le moschee ed è stato preso d’assalto un albergo dove si pensava che alloggiassero dei profughi. «Non saranno tollerati gli attacchi alle moschee o alla nostra comunità musulmana, ha tuonato Starmer, mettendo mano anche ad una serie di provvedimenti. Ad esempio il governo ha anche annunciato di voler estendere gli orari dei tribunali per affrontare rapidamente la situazione, dal momento che finora sarebbero oltre 400 le persone arrestate. La ministra della Giustizia, Heidi Alexander, ha annunciato di aver creato 500 posti aggiuntivi nelle carceri britanniche, assicurando che chi sta organizzando e partecipando alle violenze avrà un posto in prigione ad aspettarlo.
«Ciò che sta accadendo nel Regno Unito – nota Renato d’Andria, che per anni ha svolto la sua attività professionale in territorio britannico – risulta quanto meno inedito, tenuto conto delle tradizionali caratteristiche di aplomb che contraddistinguono quel popolo. Considerando che queste proteste dell’estrema destra si sono scatenate subito dopo l’insediamento del leader laburista Starmer, mentre nulla del genere accadeva con il conservatore Rishi Sunak – riflette d’Andria – è ipotizzabile che le frange estremiste xenofobe abbiano rialzato la testa con il preciso scopo di creare grossi problemi al nuovo governo».
Intanto, per leader del partito populista di estrema destra Reform UK, Nigel Farage, le proteste sono state «una reazione alla paura, al disagio, alla tensione che c’è la fuori e che è condivisa di decine di milioni di persone» Le parole di Farage, che ha anche aggiunto di non sostenere la violenza o la delinquenza nelle strade, hanno innescato le polemiche.
A scendere in campo è stato anche il patron di X Elon Musk, il quale non ha mancato di rispondere direttamente al videomessaggio in cui Starmer assicurava che non sarebbero stati tollerati attacchi contro la comunità musulmana. «Non dovresti preoccuparti degli attacchi contro tutte le comunità?», ha detto provocatoriamente Musk.





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