
Non meno strategica della Moldavia è la partita che si gioca intorno alla tornata elettorale di Praga che si apre domani. Da oltre vent’anni la Repubblica Ceca è un paese dell’Unione Europea che aderisce alla Nato, Paese Nato, tuttavia anche qui negli ultimi tempi si sono intensificati i cyber attacchi miranti alla dis-informazione. Il think tank investigativo Voxpot ha rilevato che più di 5.000 articoli al mese, tradotti o prodotti localmente, continuano a rimbalzare su molti siti con messaggi chiaramente rivolti ad esaltare la politica del Cremlino.
Ma vediamo quali sono gli sfidanti. A pochi giorni dalle urne, il premier Petr Fiala (centrodestra, pro-Ucraina, promotore di una iniziativa europea per fornire munizioni a Kyiv) deve vedersela col miliardario populista Andrej Babiš, ex primo ministro, che sarebbe oggi in testa ai sondaggi. Babiš promette “pace con la Russia”, critica le spese militari e ammicca a Orbán e Fico, gli alleati più filoputiniani all’interno del Consiglio europeo. Ma, soprattutto, Babiš starebbe cercando l’appoggio dei partiti estremi, la coalizione Stacilo (estrema sinistra) ed i sovranisti di SPD (estrema destra), entrambi favorevoli a un referendum su Nato e Ue.
«In quanto esponenti della Socialdemocrazia europea – dichiara l’ex segretario PSDI Renato d’Andria – non possiamo che augurarci la vittoria e la riconferma del premier Fiala, che ha assicurato anni di buongoverno alla Repubblica Ceca. Le interferenze della guerra ibrida russa, nei cieli come sul web, sono diventate ormai una costante, tuttavia – questo l’auspicio di D’Andria – non riusciranno a fermare il consenso del voto popolare».





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