
«Lo sciopero è un diritto inalienabile, ma quando lo si mette in atto troppe volte se ne perde la reale natura». Questo il concetto espresso dalla segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola, che ha bocciato la scelta di Landini di indire per oggi lo sciopero generale Pro Pal. «Abbiamo condannato questo massacro, così come abbiamo condannato la guerra in Ucraina, ma l’unico modo che abbiamo pensato è quello di mandare aiuti umanitari e lo abbiamo fatto attraverso le istituzioni», ha aggiunto Fumarola.
Ma non è stata solo la Cisl a chiamarsi fuori dallo sciopero generale del 3 ottobre, quello che la premier Giorgia Meloni ha definito “un long week end”. L’astensione dal lavoro infatti ha spaccato l’unità sindacale. Mentre il segretario UIL Pierpaolo Bombardieri preferisce lanciare «una grande iniziativa popolare senza bandiere che unisca il Paese nel segno dell’umanità e della pace», l’UGL di Francesco Paolo Capone, ha pubblicato una locandina social per argomentare il no allo sciopero di venerdì 3 ottobre. «I lavoratori iscritti alla Ugl – si legge – non scioperano perché lo sciopero è illegittimo, non aiuta la causa palestinese, è usato come strumento politico, danneggia lavoratori e pendolari, crea tensioni social, mina la credibilità del sindacato».
Durissime anche le dichiarazioni al Secolo d’Italia di Ermenegildo Rossi, segretario UGL per Roma e provincia: «Lo sciopero sindacale da sempre è dettato da ragioni legate al mondo del lavoro, ma vedere un corteo come quello di oggi a Roma, dove erano presenti solo gli studenti e forse solo pochi lavoratori fa pensare che sia soltanto una manifestazione strumentale che è ben lontana dal mondo sindacale. Per questo motivo, credo, che lo sciopero indetto dalla Cgil, è illegittimo, come ha sancito la Commissione di Garanzia dello Sciopero, e inopportuno perché essendo lontano dagli interessi dei lavoratori rischia solo di creare tensioni sociali».





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