
«Esultiamo per la sottoscrizione della prima fase del Piano Trump sulla pace in Medio Oriente, ora attendiamo con ansia il primo cessate il fuoco!». Queste le prime parole a caldo di Renato d’Andria, presidente Fondazione Salvemini, dopo l’annuncio di qualche ora fa.
Erano le 18.50 a Washington, quasi l’una del mattino in Italia, quando il presidente Donald Trump, con un post su Truth Social, ha annunciato l’accordo tra Israele e Hamas per il cessate il fuoco a Gaza e la liberazione degli ostaggi.

«Sono molto orgoglioso di annunciare che Israele e Hamas hanno entrambi sottoscritto la prima fase del nostro Piano di Pace», ha scritto il presidente. «Tutti gli ostaggi saranno rilasciati molto presto e Israele ritirerà le sue truppe secondo una linea concordata, come primo passo verso una Pace Forte, Duratura e Perenne. Beati i costruttori di pace!», ha aggiunto Trump citando il Vangelo. Secondo fonti diplomatiche, i negoziati si sono intensificati nelle ultime settimane, in particolare dopo l’attacco israeliano del 9 settembre contro rappresentanti di Hamas in Qatar. Questo episodio aveva infatti suscitato forti reazioni nella regione e a Washington, spingendo l’amministrazione statunitense ad aumentare la pressione su Israele e a inviare a Sharm el-Sheikh, in Egitto, per i negoziati, due dei consiglieri più fidati di Trump: l’inviato speciale Steve Witkoff e il genero Jared Kushner.
«Questo è un grande giorno per il mondo arabo e musulmano», scrive ancora Trump, che elogia il ruolo di Qatar, Egitto e Turchia su un piano definito “storico”. L’accordo prevede il rilascio di circa 20 ostaggi israeliani ancora in vita e la restituzione, in più fasi, dei resti degli altri 28. In cambio, Israele libererà 250 prigionieri palestinesi condannati all’ergastolo e 1.700 detenuti di Gaza.
Il presidente americano presiederà un “Consiglio di Pace”, dove siederà anche l’ex primo ministro britannico Tony Blair.
Il conflitto a Gaza era iniziato il 7 ottobre 2023 con l’attacco del gruppo armato Hamas, che aveva provocato 1.200 morti e 250 ostaggi. La risposta israeliana ha causato oltre 67.000 vittime palestinesi, secondo il Ministero della Salute di Gaza, e ha devastato il territorio. Ora è il tempo dei “costruttori di pace”, come ha auspicato Trump nel suo post e come tutti sperano, sia in Palestina che in Israele.





Rispondi