Jaco Cilliers, funzionario del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, ha dichiarato che ci sono segnali incoraggianti da parte di alcuni paesi, tra cui gli Stati Uniti, nonché di stati arabi ed europei, circa la loro disponibilità a contribuire al costo di 70 miliardi di dollari per la ricostruzione di Gaza. La dichiarazione ai media di Cilliers è stata rilasciata a margine di una conferenza stampa tenutasi a Ginevra.

La stima della Banca Mondiale per fa rinascere la striscia era stata di circa 50 miliardi di dollari.  Per quanto riguarda l’Italia, è ancora da chiarire che tipo di accesso ci sarà sui porti, ma intanto c’è già la partecipata di stato che in un primo momento potrebbe avere una parte importante: è l’Eni. Tutti annunci che fanno impennare la Borsa, dove oggi si registra il rialzo delle società italiane che operano nel settore del cemento, prima fra tutte la Cementir del gruppo Caltagirone.

Altro fattore decisivo per la presenza del nostro paese nella ricostruzione è il progetto (vedi foto sopra) affidato dalle Nazioni Unite a Benno Albrecht e al suo team. Rettore dell’università Iuav di Venezia, Benno Albrecht è infatti alla guida con un team di docenti e ricercatori del progetto di ricostruzione della Striscia, affidato dalle Nazioni Unite ormai oltre un anno e mezzo fa all’ateneo lagunare. Dove hanno già idee molto chiare su come procedere. «Innanzitutto – ha detto Albrecht in un’intervista al Corriere Veneto – valutiamo ciò che va fatto per ricostruire le città. A partire da una mappatura dei luoghi, da quello che c’è e che manca. Abbiamo, per questo, creato un algoritmo capace di individuare le priorità, evitando sovrapposizioni e ritardi».

Qualche dettaglio illuminante. «Non si tratta di creare luoghi di soggiorno temporaneo, ma spazi che sono già “casa” per chi li abita. Sapere che dove si va a vivere, anche in strutture non definitive, non è transitorio ma è appunto “casa” ne cambia la percezione come cambia anche la cura del luogo e la partecipazione alla ricostruzione». In sostanza, «laddove ho inizialmente una tenda, pianto quattro pali e faccio una casa, una scuola, un ospedale. Così quei luoghi da temporanei diventano definitivi: tecnicamente è un’operazione veloce».

Published by

Rispondi

Scopri di più da L'UMANITA' - Organo del Partito Socialdemocratico Italiano

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere