«Abbiamo notato la sovra-performance notevole dell’Italia sul deficit lo scorso anno, secondo i dati anche quest’anno sarà migliore delle attese, è fantastico». Non usa mezzi termini Alfred Kammer, direttore del dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale, commentando l’andamento dei conti pubblici nel nostro Paese. Il riferimento di Kammer è ad una stima del Fondo Monetario Internazionale, secondo cui il deficit/Pil dell’Italia nel 2025 sarà del 3,3%.  

Intanto arriva da Eurostat una fotografia allarmante del nostro Mezzogiorno, che si conferma tra le aree più vulnerabili del vecchio continente. Calabria e Campania sono, secondo queste stime, le regioni maggiormente esposte, mentre anche Sicilia e Puglia superano la soglia del 33% considerata da Eurostat un indice di rischio sistemico.

Non è un caso, quindi, se il governo fin dal suo insediamento stia spingendo l’acceleratore sullo sviluppo del Sud, anche se molto resta ancora da fare.

Non potranno che imprimere anche al Mezzogiorno una salutare iniezioni di miglioramenti economici e sociali le notizie che arrivano da Washington, dove poche ore fa il Commissario Ue agli Affari Economici, Valdis Dombrovskis, intervistato dal Gr1, ha dichiarato che l’Italia può anticipare l’uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo fissata dai Trattati per fine 2025. «Ho parlato con il ministro Giorgetti – ha chiarito Dombrovskis – la sua stima è che l’Italia quest’anno scenda sotto il 3% nel rapporto deficit/Pil. In questo caso, nel prossimo semestre, se i dati verranno confermati, rimuoveremo l’Italia dalla procedura di infrazione per disavanzo eccessivo».

Risultati straordinari, per il nostro Paese, specialmente se confrontati con gli altri scenari delineati dal Rapporto Eurostat sull’intero continente, dove nel 2024 oltre 93 milioni di europei vivevano a rischio povertà o esclusione, con 25 territori dove almeno un terzo della popolazione risulta vulnerabile, soprattutto nel fianco meridionale dell’Ue – Grecia, Bulgaria, Spagna e Romania – e nei territori d’oltremare francesi. Una fragilità che non ha risparmiato neppure l’Europa più prospera, con le insospettabili Bruxelles e Brema che rientrano tra le aree in difficoltà.

Va nella giusta direzione, in tal senso, lo stanziamento di 2,3 miliardi nella Manovra finanziaria per rifinanziare la Zes Sud, che la stessa Confapi ha definito «il più rilevante mai stanziato finora, un segnale concreto e di grande rilevanza per il tessuto produttivo del Sud, che potrà contare su uno strumento rafforzato e orientato alla crescita».

Renato d’Andria

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