Sanae Takaichi, la nuova premier del Giappone, è la prima donna a ricoprire questo ruolo, dopo la sua nomina, avvenuta a inizio ottobre, alla guida del Partito Liberal-democratico (Ldp).  

Takaichi è stata eletta alla guida del Paese al primo turno di voto, grazie all’accordo di coalizione sottoscritto con il partito dell’Innovazione Nippon Ishin (Jip), che le ha garantito la maggioranza necessaria in Parlamento grazie alla alleanza con Nippon Ishin (Jip), prevalendo sul candidato dell’opposizione con 237 voti, contro i 149 dell’ex premier Yoshihiko Noda.  

Il nuovo esecutivo, di cui sarebbe imminente il varo, si troverà ad affrontare questioni come la scarsa crescita economica, i difficili rapporti con gli Stati Uniti ma soprattutto una crisi interna allo stesso Ldp, scosso da una serie di scandali di corruzione.

Ammiratrice dichiarata della “Iron Lady” Margaret Thatcher, la 64enne Takaichi è un’esponente dell’ala più conservatrice dell’Ldp. La sua vittoria non rappresenta quindi un successo dal punto di vista del movimento femminista in Giappone: in passato si è espressa a favore della sola successione maschile nella famiglia imperiale e contro la possibilità per le donne sposate di conservare il nome da nubile.

Tuttavia la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, si è congratulata subito con la nuova premier nipponica: «Le mie più sentite congratulazioni a Takaichi Sanae – ha scritto Metsola su X – per la sua storica elezione a primo ministro donna del Giappone. Non vedo l’ora di promuovere la solida partnership tra Giappone e Unione Europea, soprattutto nella cooperazione commerciale ed economica».

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