Ce lo ricordiamo tutti: al suo ritorno dopo una visita medica un 86enne romano ha trovato il suo appartamento in una casa popolare nel quartiere don Bosco occupato da due donne. Un caso che ha fatto il giro delle TV, ma non certo l’unico. Tanto che sono ormai migliaia i pensionati costretti a rinunciare a cure mediche ospedaliere per evitare il rischio di trovare l’appartamento occupato al loro rientro. Secondo recenti stime, in Italia le cosiddette “case popolari” occupate abusivamente sono oltre 30.000, senza contare le migliaia di appartamenti privati o appartenenti a enti privati nella stessa situazione. Si calcola che in totale il numero di case occupate sfiori quota 50.000.

Per sanare le ferite prodotte da queste “guerre tra poveri”, arriva a Palazzo Madama il Disegno di Legge proposto dal senatore di FdI Paolo Marchesini. Il DDL 1610 introduce una procedura accelerata negli sfratti per morosità, che consentirà al locatore di ottenere un provvedimento esecutivo di rilascio dell’immobile entro 7 giorni dalla richiesta, portando a termine la liberazione dell’alloggio entro 30 massimo 90 giorni dall’emissione del titolo. «Lo scopo – spiegano i proponenti – è quello di offrire una risposta organica, efficace e socialmente sostenibile agli effetti negativi che discendono dal fenomeno annoso e crescente della morosità, manifesta e documentalmente provata, nei contratti di locazione abitativa». 

Va detto che sono oltre 70 mila ogni anno le richieste di sfratto esecutivo, a fronte di circa 20 mila esecuzione effettivamente attuate, benché quasi il 100% dei provvedimenti riguardi proprio la morosità dell’inquilino. I numeri sono significativi soprattutto nelle città metropolitane, con 15 mila casi all’anno a Roma, 12 mila a Milano 10 mila a Napoli e cifre elevate anche a Torino, Palermo, Firenze e Genova. Ma l’attesa per un procedimento giudiziario va dai 12 ai 18 mesi.

Se passerà il DDL, circa il 40 – 50% dei procedimenti potrà essere affrontato più velocemente, riducendo anche il carico dei Tribunali. La procedura proposta nel disegno di legge all’esame del Senato «intende coniugare – viene spiegato – esigenze di celerità dei proprietari degli immobili con le garanzie riconosciute ai conduttori, e si ispira ad un modello già sperimentato in altri Paesi europei come Spagna e Finlandia». 

Ma in che modo? Verrebbe istituito un apposito ente sotto la vigilanza del Ministero della Giustizia, denominato Autorità per l’esecuzione degli sfratti (AES), cui il locatore può rivolgersi per chiedere il titolo esecutivo di rilascio dell’immobile, quando il conduttore è moroso da almeno due mesi consecutivi, e possa essere provata la morosità in via documentale con il contratto registrato, gli estratti conto bancario o le ricevute e le comunicazioni formali inviate al conduttore.

Proposta anche l’istituzione presso il Ministero delle politiche sociali di un Fondo nazionale per l’emergenza abitativa, destinato a sostenere con l’erogazione di contributi le situazioni di morosità, a favorire la ricollocazione abitativa del conduttore in vera difficoltà economica, con ISEE inferiore ai 12 mila euro o che si trovi in una situazione straordinaria come nel licenziamento, la malattia grave, la separazione. 

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