
Le immagini che arrivano dall’Ucraina continuano a ricordarci che la guerra in Europa, in fondo, non è mai finita. L’aggressione della Russia ad un Paese libero e democratico come l’Ucraina ha riportato sulla scena internazionale fantasmi che per anni avevamo creduto sepolti.
Lucido, netto, magistrale l’intervento tenuto in tal senso dal Capo dello Stato Sergio Mattarella al Bundestag in occasione della cerimonia della “Giornata del lutto nazionale”, a 80 anni dalla fine della seconda guerra mondiale. «La guerra di aggressione è un crimine», ha esordito il presidente, aggiungendo che «nuovi Dottor Stranamore si profilano all’orizzonte». «I morti che qui ricordiamo – ha detto Mattarella prendendo parte alla Giornata del lutto nazionale tedesco – tutti i morti nel mondo a causa della violenza dei conflitti, riguardano ciascuno di noi, se intendiamo essere considerati essere umani».
Ma, sia chiaro: «La memoria delle atrocità dell’uomo nel passato e il dolore profondo per quelle presenti ci obbligano a un esercizio di consapevolezza.La pace non è un traguardo definitivo, bensì il frutto di uno sforzo incessante, fondato sul raggiungimento di valori condivisi e sul riconoscimento della inviolabilità della vita umana di ogni persone, ovunque. Da sempre la guerra ambisce a proiettare la sua ombra cupa sull’umanità».
«La Prima guerra mondiale – ha poi ricordato il presidente Mattarella – lasciò sul terreno almeno 16 milioni di morti, la metà dei quali civili, oltre a venti milioni di feriti e mutilati. La Seconda guerra mondiale, estesa al fronte del Pacifico, si calcola che abbia visto settanta milioni di morti. Le vittime, Paese per Paese, sono impressionanti e va sempre ricordato che non di numeri si tratta, ma di persone. Come è possibile che tutto questo sia potuto accadere e pretenda di ripresentarsi? Quanti morti occorreranno ancora prima che si cessi di guardare alla guerra come strumento per risolvere le controversie tra gli Stati? Che se ne faccia uso per l’arbitrio di voler dominare altri popoli?», ha sottolineato Mattarella.
Poi l’alta, altissima conclusione, in un discorso appassionato, più lungo del previsto, tenuto sotto la cupola trasparente di un Bundestag che già una volta conobbe le fiamme dei nazisti: «Nuovi Dottor Stranamore si affacciano all’orizzonte, con la pretesa che si debba ‘amare la bomba’, si odono dichiarazioni di Paesi su possibili ripensamenti del rifiuto dell’arma nucleare. Emerge, allora, il timore che ci si addentri in percorsi ad alto rischio, di avviarsi ad aprire una sorta di nuovo vaso di Pandora». Per questo,«tocca ai nostri popoli, uniti nella sofferenza della responsabilità dell’ultima guerra mondiale, e capaci oggi di essere uniti nella costruzione di un futuro di pace e di progresso». Italia e Germania dovranno restar «fianco a fianco, per costruire un mondo migliore, partendo dall’Europa».





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