Gli elettori della capitale danese vanno alle urne con una crescente disillusione verso la politica divisiva del primo ministro Mette Frederiksen, tanto che il centrosinistra potrebbe perdere il controllo di Copenaghen per la prima volta nella storia elettorale della città. Lo scrive il Guardian, sottolineando che i socialdemocratici di Frederiksen hanno governato la città per più di 100 anni, ma proprio oggi, martedì 18 novembre, mentre si vota per le elezioni municipali e regionali, i sondaggi suggeriscono che il risultato più probabile è una perdita per il candidato del partito del premier.

Tra le ragioni citate dagli analisti vi sarebbero la stanchezza e la frustrazione per le politiche intransigenti di Frederiksen su questioni come l’integrazione e l’immigrazione.  I sondaggi all’inizio di questo mese di Megafon per TV2 hanno visto la sinistra verde (Folkeparti, conosciuta come SF), l’Alleanza rosso-verde (Enhedslisten) e l’Alternativa, in grado di formare una maggioranza di sinistra senza il sostegno dei socialdemocratici. Se così fosse, fra i candidati alla poltrona di primo cittadino ci sarebbe Sisse Marie Welling dalla sinistra verde, mentre conquisterebbe un magro bottino la candidata socialdemocratica, Pernille Rosenkrantz-Theil, ex ministro per gli affari sociali e l’edilizia abitativa, amica di Frederiksen.

E poi c’è Karoline Lindgaard, candidata sindaco per il partito verde, l’Alternativa. «I socialdemocratici – ha dichiarato Lindgaard – si sono spostati verso destra, diventando un partito populista su questioni come l’integrazione, il sostegno alla disoccupazione e l’ambiente». «Questa – ha aggiunto – è una manovra strategica, ma cinica, adottata dai socialdemocratici danesi per non perdere gli elettori all’estrema destra ma sembra, in base ai sondaggi, che non stia funzionando».

La sinistra danese – secondo un’analisi che riteniamo condivisibile – è rimasta ancorata ad una visione antiquata ed anti-storica del contesto internazionale, inadeguata ad affrontare fenomeni globali come le migrazioni di massa. «Il problema della presunta disaffezione dei cittadini alle politiche socialdemocratiche del governo – osserva Renato d’Andria, per anni segretario nazionale del PSDI – potrebbe essere connesso piuttosto al rincaro indiscriminato dei prezzi al consumo, dovuto alle contingenze belliche. La vittoria a New York del socialista Mamdani si è giocata proprio su questi strategici temi. Ci auguriamo che possano farlo anche i socialdemocratici danesi».

Nella foto, pubblicata dal Guardian, Karoline Lindgaard, candidata di Alternative

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