Milojko Spajić a colloquio con Ursula von der Leyen

Il primo ministro montenegrino Milojko Spajić ha nuovamente affermato in una recente intervista a Euronews che per il suo Paese non ci sono vie d’uscita alternative all’unico orizzonte possibile: l’adesione all’Unione Europea. Le dichiarazioni di Spajić sono state rese durante il Forum sull’allargamento dell’Ue svoltosi a Bruxelles il 18 novembre.

Spajić ha espresso l’aspirazione che il Montenegro diventi il ventottesimo Paese dell’Unione Europea, affermando che «siamo sulla buona strada». Del resto, il partito con cui è stato eletto lo ha denominato proprio “Europa ora!”, con tanto di punto esclamativo, in linea con la formazione centrista di Spajić, un politico d’ispirazione liberale.

Con poco più di 620.000 abitanti, il Montenegro è il più piccolo tra i nove candidati all’Unione e al contempo uno dei più avanzati sul fronte delle riforme istituzionali, giudiziarie ed economiche richieste da Bruxelles. Tra i passi concreti c’è l’ingresso operativo nell’Area unica dei pagamenti in euro (Sepa): dal 7 ottobre 2025, cittadini e imprese montenegrine possono effettuare pagamenti in euro verso i paesi Sepa alle stesse condizioni dei paesi Ue, con costi molto più bassi.

Sempre in chiave di integrazione, Spajić ha annunciato che dal 2026 sarà attivo il roaming gratuito tra il Montenegro e i Paesi Ue, un segnale simbolico ma concreto dell’avvicinamento al mercato unico. Ha aggiunto che l’obiettivo è “chiudere tutti i capitoli” del negoziato di adesione entro la fine del prossimo anno, accelerando verso l’ingresso pieno nell’Unione.

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