
Alla vigilia del suo viaggio in Turchia Papa Leone XIV pubblica la seconda Lettera apostolica del suo Pontificato, “In unitate fidei”, in cui ribadisce il suo appello all’unità dei cristiani. Un valore che affonda le radici nel primo Concilio ecumenico di Nicea, oggi İznik, l’antica città turca in cui Prevost si recherà il 28 novembre prossimo, nel secondo giorno del suo primo viaggio apostolico tra Turchia e Libano.
Il Concilio di Nicea del 325 fu il primo evento ecumenico della storia della cristianità ed oggi può essere «la base e il criterio di riferimento» nel cammino verso «l’unità e la riconciliazione tra tutti i cristiani», perché propone «un modello di vera unità nella legittima diversità».
Ad accogliere il Papa sarà il vescovo Massimiliano Palinuro, capo del Vicariato apostolico a Istanbul. Queste le sue prime parole. «È quasi tradizione che i Pontefici vengano a Istanbul, l’antica Costantinopoli, come prima tappa internazionale del loro ministero. È come un gesto programmatico. Il significato è proprio in questo antico titolo: compito di un Pontefice è costruire ponti. E la Turchia è per eccellenza un ponte: ponte tra Oriente e Occidente, crocevia di popoli e religioni, mosaico di culture e tradizioni». Palinuro, originario di Ariano Irpino (AV), missionario dal 2011, è diventato vescovo nel 2021 per volontà di Papa Francesco, ultimo pontefice ad aver visitato la Turchia nel 2014, un anno dopo la sua elezione.
«La Chiesa – ha spiegato Palinuro in un’intervista ad Avvenire – non ha mai smesso di guardare alla Turchia con rispetto, consapevole delle sue enormi potenzialità, invece la sufficienza con cui l’Europa e l’Occidente continuano ad approcciarsi a questo Paese la dice lunga sulla miopia dei suoi occidentali». La Turchia, infatti, può a buon diritto essere considerata un centro vitale del cristianesimo. «Qui – ha continuato il vescovo Palinuro – è nato l’apostolo Paolo e almeno sei apostoli hanno predicato il Vangelo. Qui circa un quarto del Nuovo Testamento è stato ispirato e proprio ad Antiochia, per la prima volta, i discepoli di Gesù furono chiamati cristiani. Qui si trovano le tombe degli apostoli Giovanni e Filippo e la casa di Maria a Efeso. Qui si svolsero i primi sette Concili, e attraverso gli insegnamenti dei grandi padri della Chiesa, la teologia trovò la sua corretta formulazione. E qui ha sede la sede primaziale del cristianesimo ortodosso. Per tutti questi motivi c’è un legame profondo tra la sede di Pietro e la Turchia».





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