La redazione de L’Umanità esprime la sua piena vicinanza ai colleghi de La Stampa, la cui redazione torinese è stata devastata da un assalto di manifestanti ProPal. L’attacco, che ha visto all’opera un centinaio di attivisti, è avvenuto ieri pomeriggio intorno alle 14, quando la redazione era vuota per lo sciopero dei giornalisti. Ed è stato proprio dal corteo torinese degli scioperanti che si sarebbe staccata la frangia di facinorosi che ha fatto irruzione nella sede di via Lugaro  lanciando letame, imbrattando pareti e scrivanie con lo spray, buttando giù intere pile di giornali e documenti.

I manifestanti, molti dei quali a a volto coperto, hanno inoltre lanciato slogan minatori quali «giornalista terrorista, sei il primo della lista» e «giornalisti complici dell’arresto in Cpr di Mohamed Shahin». Il riferimento è all’imam della moschea di Torino Mohamed Shahin, 47 anni, per il quale nei giorni scorsi è stato emesso un decreto di espulsione da parte della Corte d’Appello di Torino.

Dopo la solidarietà unanime delle istituzioni ai giornalisti de La Stampa, in primis quella del capo dello Stato Sergio Mattarella, oggi a far rumore sono state le parole pronunciate da Francesca Albanese. La relatrice speciale delle Nazioni unite sui territori palestinesi, intervenendo dal palco dell’evento organizzato all’università di Roma Tre dal Global Movement to Gaza, dopo aver espresso la sua condanna per l’assalto, ha aggiunto: «Non bisogna commettere atti di violenza nei confronti di nessuno, ma al tempo stesso che questo sia anche un monito alla stampa per tornare a fare il proprio lavoro, per riportare i fatti al centro del nuovo lavoro e, se riuscissero a permetterselo, anche un minimo di analisi e contestualizzazione». «Perché – ha poi rincarato la dose parlando con i giornalisti – non avete anche coperto quello che è successo a Genova e in altre 40 o 50 città italiane dove sono in tantissimi a essere scesi in piazza?».

La nostra redazione si associa alle parole di condanna della premier Giorgia Meloni su quanto affermato dalla Albanese: «È molto grave – ha detto la premier – che di fronte a un episodio di violenza contro una redazione giornalistica, qualcuno arrivi a suggerire che la responsabilità sia, anche solo in parte, della stampa stessa. La violenza non si giustifica. Non si minimizza. Non si capovolge. Chiunque cerchi di riscrivere la realtà per attenuare la gravità di quanto accaduto compie un errore pericoloso. La libertà di stampa è un pilastro della nostra democrazia e va difesa sempre, senza ambiguità».

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