«Quando vi è una sentenza definitiva di assoluzione penso che la cosa debba concludersi con una restitutio ad integrum di tutto quello che è stato perduto non solo patrimonialmente ma anche moralmente, a cominciare dal risalto che si dovrebbe dare attraverso i mezzi di comunicazione. Questo lo scrivevo da magistrato, da giornalista e lo dico da ministro».

Non lascia spazio a dubbi l’intervento del guardasigilli Carlo Nordio al congresso di Nessuno Tocchi Caino, la sigla umanitaria che da decenni si batte contro la pena di morte nel mondo e per condizioni umane e dignitose nelle carceri.

L’affermazione di Nordio è stata resa in risposta a una domanda sullo sterminio di un’azienda siciliana, quella della famiglia Cavallotti, colpita da misure di prevenzione antimafia e poi, dopo oltre 10 anni, risultata immune da ogni accusa, quando ormai dell’impresa non restava più nulla.

Ma Nordio è andato anche oltre, rispondendo anche alle successive domande, ad esempio queste. «E’ giusto confiscare il patrimonio di una persona assolta per via definitiva? È giusto non prevedere un indennizzo quando viene restituita al legittimo proprietario un’azienda “distrutta” durante gli anni di amministrazione giudiziaria? Che senso avrà attuare il giusto processo penale accusatorio con la divisione delle carriere, se lasceremo che una persona assolta all’esito del processo penale venga distrutta nel procedimento di prevenzione?»  

«Quello che molto spesso manca nella mente dei magistrati, e purtroppo qualche volta anche nella mente del legislatore – ha detto Nordio – è mettersi nei panni non dico di Caino ma di chi viene coinvolto in questo inferno kafkiano di un procedimento penale. Noi stiamo lavorando adesso proprio nei termini anche più minimi nella riforma del processo penale».

Renato d’Andria con Marco Pannella

«Accogliamo con grande favore – commenta Renato d’Andria, da sempre vicino a Marco Pannella e a Sergio d’Elia, fondatori di Nessuno Tocchi Caino – le parole chiarificatrici del ministro Nordio. E ad accrescere la portata di queste rilevanti affermazioni è proprio il fatto che le abbia pronunciate durante il Congresso di questa associazione, fiore all’occhiello e cuore pulsante di tutta la visione radicale di cui fu ispiratore ed artefice il mio amico Marco Pannella».

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