Una buona notizia per l’Italia: gli Stati Uniti hanno rivisto al ribasso i dazi imposti al nostro Paese sulla pasta, uno dei settori trainanti per le esportazioni made in Italy. Le aliquote, che erano state fissate in via provvisoria il 4 settembre, passano dal 91,74% al 2,26% per “La Molisana”, al 13,98% per “Garofalo” e al 9,09% per gli altri undici produttori non campionati.

Nei mesi scorsi Washington aveva annunciato che diverse aziende avrebbero dovuto affrontare un dazio aggiuntivo del 92% oltre alla tariffa ordinaria del 15% applicata a quasi tutte le importazioni dall’Unione Europea a partire da gennaio 2026, accusando in particolare la Molisana e Garofalo di vendere pasta a prezzi slealmente bassi. Il passaggio attuale al 2,26 percento per la Molisana, al 13,98 percento per Garofalo e al 9,09 percento per gli altri 11 produttori in questione testimonia il riconoscimento americano della concreta volontà di collaborazione dimostrata dalle aziende italiane.. 

La seconda buona notizia è che il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha posticipato di un anno, cioè al 2027, l’entrata in vigore dei dazi sui mobili da arredamento, altro comparto strategico dell’export nostrano. Il presidente Donald Trump ha firmato questi provvedimenti poche ore prima della fine del 2025, rinviando gli aumenti tariffari che originariamente sarebbero dovuti entrare in vigore ieri, 1° gennaio.  

La rideterminazione dei dazi «è segno del riconoscimento della fattiva volontà di collaborare delle nostre aziende da parte delle autorità statunitensi», si legge in una nota della Farnesina.

Su tutto questo potrà aver avuto una positiva influenza la telefonata che c’è stata proprio il 31 dicembre fra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e Donald Trump per gli auguri di fine anno. La conversazione – secondo quanto trapelato da Palazzo Chigi – è stata l’occasione per uno scambio di vedute sulle principali questioni internazionali e per affrontare alcuni dossier di interesse bilaterale.

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