«Israele ponga fine al divieto imposto alle agenzie umanitarie che fornivano aiuti a Gaza». E’ l’appello lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che dice di essere «profondamente preoccupato» per questa situazione. Guterres sottolinea che «le organizzazioni non governative internazionali sono indispensabili per il lavoro umanitario salvavita e che la sospensione rischia di compromettere i fragili progressi compiuti durante il cessate il fuoco», secondo quanto diffuso dal portavoce Stéphane Dujarric.

“Il governo italiano chieda a Israele di sospendere le misure contro le ong”. È l’appello mandato da Aoi, l’Associazione delle organizzazioni italiane, al ministro degli Esteri, Antonio Tajani, perché aumenti la pressione su Tel Aviv e difenda il lavoro degli operatori umanitari a Gaza e in Cisgiordania. La lettera, firmata insieme a Cini, Link 2007 e alla Piattaforma delle organizzazioni della società civile in Medio Oriente e Mediterraneo, è stata inviata alla Farnesina a pochi giorni dalla notizia dello stop imposto da Israele a 37 organizzazioni umanitarie attive nella Striscia, compresi Medici Senza Frontiere, Sale the Children, Oxfam e altri. Il divieto di ingresso, conseguenza di un nuovo regolamento estremamente stringente, è entrato in vigore il 1 gennaio, con l’obbligo ritirare lo staff entro inizio marzo.

Ma è un autentico muro è quello alzato dal ministro della Cultura israeliano Miki Zohar, secondo il quale Gaza appartiene a Israele e i palestinesi nel territorio sono ospiti, a cui Israele si limita a permettere di vivere lì per ora.

Intanto l’Alta Corte di Giustizia israeliana ha bloccato l’indagine disposta dal governo di Netanyahu sulle falle nella sicurezza che hanno consentito l’eccidio del 7/10 e sulla gestione dell’emergenza.

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