Nella nuova Legge di Bilancio c’è una misura specifica per affrontare l’emergenza abitativa che colpisce i nuclei familiari disgregati. La norma riguarda specialmente i papà, molti dei quali costretti ad horas a lasciare la propria casa in seguito a segnalazioni delle mogli o compagne su presunti maltrattamenti, che poi magari dopo anni si rivelano infondate. Ne abbiamo parlato tante volte e lo dimostrano, del resto, le ormai centinaia di sigle associative che riuniscono i papà separati per restituire loro i diritti perduti.

Tra queste la piùimportante in Italia è il 1523.it, che oltre a fornire assistenza legale e psicologica, ha pubblicato alcune documentate inchieste sul fenomeno.

Ma torniamo alla manovra e vediamo di che si tratta. Il provvedimento è inserito nel più ampio pacchetto famiglia da oltre 1,5 miliardi di euro. La regola generale che ispira questo provvedimento è la tutela della dignità abitativa del genitore che, a seguito di una rottura coniugale, si trova a dover abbandonare l’immobile di proprietà senza essere destinatario dell’assegnazione giudiziale.

Il nuovo stanziamento, pari a 20 milioni di euro, è stato fortemente voluto dalla Lega di Matteo Salvini e portato avanti dal senatore Gian Marco Centinaio. Con questa misura il governo intende garantire che la fine di un rapporto non si traduca in una marginalizzazione economica, specialmente in presenza di figli giovani che necessitano di un ambiente stabile. Un intervento normativo, dunque, che agisce come un ammortizzatore sociale per i genitori separati o divorziati, riconoscendo che il diritto all’abitazione è un presupposto essenziale per l’esercizio effettivo delle responsabilità genitoriali sancite dal codice civile.

«In pochi ne parlano – ha scritto soddisfatto sui social Centinaio – ma dentro la Legge di Bilancio approvata in via definitiva c’è una norma che dà un aiuto importante ai tanti genitori separati che faticano ad arrivare a fine mese. Si tratta di un fondo da 20 milioni di euro, voluto dal ministro Salvini e da tutta la Lega, per contribuire alle spese per un nuovo alloggio, rivolto a chi dopo la separazione non può continuare a vivere in casa insieme ai propri figli. Non è solo un sostegno economico. È un segnale di attenzione. È il riconoscimento di un disagio. È la conferma che noi non dimentichiamo queste persone, che sono principalmente tanti papà».

Published by

Rispondi

Scopri di più da L'UMANITA' - Organo del Partito Socialdemocratico Italiano

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere