Le autorità europee fanno passi in avanti sui mercati esteri. Oggi, nell’anniversario dei 26 anni dall’entrata in vigore della nuova Costituzione indiana, Ursula von der Leyen ed il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa sono in India per firmare un accordo di libero scambio e un partenariato su difesa e sicurezza.

Oltre le celebrazioni, la data del 26 novembre 2026 sarà forse ricordato anche per il via libera alla nascita dell’Accordo di Libero Scambio fra Unione Europea e India, in grado di creare un mercato di due miliardi di esseri umani, pari a oltre il venticinque per cento del Pil globale. E’ quello che molti hanno già definito “l’accordo del secolo”.
L’India può rappresentare un nuovo e solido pilastro sul quale l’Europa e l’intero Occidente possano poggiare le proprie strategie di lungo periodo, in una crescente integrazione fra Europa, Mediterraneo, Golfo e Indo-Pacifico.

L’India, il Paese più popolato al mondo, è una grande democrazia con un efficace bilanciamento costituzionale fra potere legislativo ed esecutivo. L’economia di mercato, sempre più aperta e dinamica, potrebbe a breve far diventare l’India il terzo Paese al mondo per ricchezza prodotta. Con l’intesa di oggi sarebbe favorito un altro traguardo: il definitivo posizionamento geopolitico dell’India nel campo delle grandi democrazie, il che non è poco, in un contesto globale sempre più segnato dalla marcata avanzata delle autocrazie.

Guardando più da vicino i frutti che potrebbe produrre la nuova alleanza, vanno evidenziati elementi come la creazione di un grande mercato comune euro-asiatico, la sicurezza internazionale, il contenimento della politica autoritaria ed espansiva di Pechino, ma anche la creazione di nuove catene di approvvigionamento.

Ma in primo piano ci sono anche i fattori legati alla sicurezza nazionale. Oggi a Delhi, accanto all’accordo di Libero Scambio, verrà anche siglato un Partenariato su Difesa e Sicurezza, che potrebbe rappresentare un elemento strategico nella produzione di armi, tanto in Europa quanto in India, permettendo a quest’ultimo Paese di affrancarsi dall’attuale dipendenza, in questo comparto, da forniture della Russia.

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