Scopriamo oggi alcune figure di punta della socialdemocrazia canadese, un milieu politico poco noto alle cronache internazionali, ma di grande interesse e particolarmente attivo. Molti di loro sono riuniti intorno al Broadbent Institute, il think tank socialdemocratico fondato da Ed Broadbent. Scomparso nel 2024, Broadbent è stato leader del New Democratic Party e vicepresidente dell’Internazionale Socialista fino al 1989. «Vediamo la socialdemocrazia – scriveva Broadbent  – come la somma dei valori incorporati nel sistema di diritti umani delle Nazioni Unite, così come si trova nel Patto sui diritti civili e politici, nel Patto sui diritti culturali, economici e sociali e nella Dichiarazione sui diritti dei popoli indigeni. Il Canada è firmatario di questi Patti e ha adottato la Dichiarazione, ma la promessa di tutti e tre rimane insoddisfatta».

Fra i giovani socialdemocratici canadesi memori di questa grande lezione c’è Jennifer Pedersen, il cui primo incarico politico è stato quello di collaborare con la campagna di Ed Broadbent all’Ottawa-Centre nel 2004. «Conservo bei ricordi delle conversazioni politiche con Ed davanti agli hamburger di Harvey o alle ciambelle Old-Fashioned di Tim Hortons», ricorda Jennifer.

Attualmente consulente senior per legislazioni e politiche della parlamentare canadese Heather McPherson, da oltre dieci anni Pedersen fornisce consulenze ai parlamentari canadesi in materia di politica estera e sviluppo internazionale. E’ stata inoltre consulente senior per le politiche umanitarie nell’ambito di un’organizzazione non governativa canadese, nonché responsabile del programma di risoluzione dei conflitti presso una ONG con sede a Bruxelles.

Dottore di ricerca in politica internazionale presso l’Università di Aberystwyth, Jennifer Pedersen ha pubblicato articoli su donne e guerra, commercio di armi, attivismo per la pace in Liberia e conflitti tribali e mediazione in Yemen. «I problemi che si pongono a livello globale – ha scritto recentemente Pederson sulla rivista del Broadbent Institute – devono essere affrontati con un approccio che affronti le cause profonde dell’insicurezza, non alimentando l’insicurezza attraverso tagli ai servizi, agli aiuti e alla costruzione della pace. Dobbiamo sostenere i valori progressisti fondamentali che Ed Broadbent e altri nel nostro movimento hanno articolato: cooperazione, sindacalismo, lavoro per il bene pubblico, coscienza globale, solidarietà, femminismo, diritti indigeni».

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